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Come cambia l'esame di maturità
L'opinione di uno studente sulla riforma della scuola

In contemporanea allo svolgimento dell'esame di licenza media superiore 1996-1997 è stata approvata in Parlamento a fine giugno la legge che disciplina il nuovo esame di maturità. Dopo anni e legislature che si sono susseguite nel proporre della fantomatiche riforme, finalmente è possibile discutere di qualcosa di concreto: la situazione non è migliorata di molto, ma almeno l'esame non sarà più "provvisorio", come lo è stato per trent'anni.

Le prove scritte saranno tre: la prima rimane quella di italiano. In linea col nuovo fine di questo esame, che non dovrebbe più giudicare la maturità o meno del ragazzo, ma solamente le conoscenze da lui acquisite, si legge che essa dovrà accertare "la padronanza della lingua e le capacità logico-linguistiche e critiche del candidato". E' chiaro come ciò sminuisca l'importanza che il compito di italiano ha sempre avuto: quello che con la riforma diventa il suo unico obiettivo, fino a quest'anno non era altro che un elemento di secondo piano, poiché si è sempre supposto che i ragazzi di 19 anni avessero acquisito "padronanza della lingua" e "capacità logico-linguistiche" già alle scuole medie, magari affinandole al liceo. Evidentemente, con i nuovi programmi, si posticipa questo obiettivo fino alla maggiore età e, solamente oltrepassata questa soglia, sarà possibile usare finalmente i mezzi "sintattico-logico-linguistici" acquisiti in ben dodici anni di scuola.

La seconda prova verterà ancora su una materia specifica dell'indirizzo: rimane deluso chi, come me, sperava si dovessero svolgere tutte le prove scritte dell'indirizzo: per esempio sia latino che greco, riducendo il fattore fortuna determinato dalla scelta di una prova piuttosto che di un'altra. La terza prova è la trovata più originale del ministro: si legge che "consiste nella trattazione sintetica di argomenti, nella risposta a quesiti singoli o multipli, ovvero nella soluzione di problemi o di casi pratici e professionali o nello sviluppo di progetti": ce n'è per tutti i gusti. Questa scelta non fa che confermare il privilegio per un nozionismo degli alunni, che potrebbe essere giusto a seconda di come verrà interpretato tale compito scritto: se si chiederà di collegare, giudicare, spiegare fatti storici o letterari o, per gli Istituti professionali, di immedesimarsi in situazioni in cui si potranno trovare i neodiplomati, potrebbe anche rivelarsi una interessante ed utile innovazione. Se però, viceversa, non si tratterà altro che di un quiz come quelli in uso per ottenere la patente di guida, l'unico risultato a cui si giungerà sarà quello di declassare ulteriormente questo esame, rendendolo solamente specialistico e nozionistico.

Un'altra innovazione auspicata da molto tempo è quella che riguarda la prova orale: discussione su tutte le materie dell'ultimo anno per uscire con una visione abbastanza completa di ciò che si è svolto nel ciclo di studio. La commissione esaminatrice sarà (come per gran parte delle riforme di questo ministro) un misto fra il vecchio ed il nuovo che si auspicava: ci sarà un presidente esterno, quattro commissari esterni e quattro interni, sia per le scuole pubbliche che per quelle private. Non giudico questa parte della riforma, esprimendo però l'opinione che una tale scelta provocherà ancora un grande peso della fortuna a seconda di quali saranno i commissari esterni: per esempio, avere il commissario di greco o di italiano interno o esterno cambierà parecchio l'andamento dell'esame!

Infine, ecco l'innovazione migliore del ministro, cioè la nuova votazione: finalmente avremo dei criteri chiari. Alle prove scritte andranno complessivamente quarantacinque punti; si sarà ammessi all'orale se l'esito dello scritto, sommato al "credito scolastico" accumulato, sarà maggiore o uguale a venticinque. Il "credito" non si rivela altro che un voto, al massimo venti, assegnato nello scrutinio finale degli ultimi tre anni dai professori dell'alunno. Le prove orali potranno valere al massimo trentacinque punti: a chi raggiungerà complessivamente i novantacinque centesimi sarà assegnata la lode.

Carlo Alberto Consani


 
 
 
 
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