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  *

Danger Sayst

Ore 23:57
Los Angeles 1999

I festeggiamenti impazzano. La gente, persone di ogni tipo, si accalca ad ogni angolo di strada. Tutti urlano, bevono, si divertono nella trepidante attesa del nuovo millennio. Il grande cartellone luminoso, al quale tutti rivolgono lo sguardo, avverte che solo tre minuti ci separano dall'evento. Gli uomini di questa città hanno scordato per qualche tempo i loro problemi, e Dio solo sa se ne hanno, per salutare insieme il Duemila. Malgrado gli omicidi, gli stupri, le rapine che scandiscono il respiro quotidiano di Los Angeles, l'atmosfera che si percepisce è di grande eccitazione, quasi contagiosa. Ma non per me e soprattutto non oggi. Mi chiamo Danger Sayst. Sono un killer professionista e quello di questa sera è il compito più importante che abbia mai avuto.

Ore 23:58

Eccola che si avvicina. Dal vivo è ancora più bella che in fotografia. Rimango qualche secondo senza fiato. Cammina facendosi strada tra la folla e il suo viso, incorniciato da un caschetto di capelli neri, ha una espressione decisa. Si chiama Weslet Liujeit ed è la donna del boss della città, Crack Saylor. La stavo aspettando da mezz'ora ormai. Mi supera con passo veloce. Mi soffermo a guardarla ancheggiare pericolosamente verso il palco. E' lì che il sindaco della città terrà il suo discorso di Capodanno.

Ed è lì che io devo ucciderlo.

Ore 23:59

Il sindaco Chester Rage era poco al di sotto della feccia con cui aveva trattato per raggiungere il potere. Era una canaglia e un corrotto, forse meritava di morire, ma io non lo avrei ucciso. Per la prima volta nella mia carriera di killer non avrei onorato il contratto che avevo concluso con Crack Saylor. Avevo in mente qualcosa di diverso, qualcosa che avrebbe cambiato la vita di Weslet e me. Qualcosa di pericoloso per entrambi. L'arrivo della macchina del sindaco spezzò il corso dei miei pensieri. Proprio mentre il cartellone luminoso ci avvertiva che mancavano solo trenta secondi al nuovo anno, la macchina arrivò ai bordi del palco, Chester Rage scese salutando la folla e si posizionò davanti al microfono per cominciare il suo discorso. Ai piedi del palco vidi anche Crack Saylor abbracciato a Weslet. Tutto come previsto. Imbracciai il fucile e presi la mira.

2000
Ore 00:00

Quello che seguì avvenne molto velocemente. Allo scoccare della mezzanotte, la folla esplose in un boato di urla. In quel momento schiacciai il grilletto. Il proiettile andò a segno. Saylor si accasciò su se stesso, colpito in mezzo agli occhi, Weslet, che sapeva esattamente dov'ero e cosa avrei fatto, cominciò a correre verso la macchina come avevamo convenuto. Tra la gente si scatenò il pandemonio, il sindaco si schermò il viso con le braccia, io smontai il fucile in due pezzi, lo riposi nella custodia e scesi a rotta di collo dal tetto dell'edificio sul quale mi ero appostato. Weslet mi aspettava di sotto in macchina. Montai e partimmo. La mia carriera di killer era finita per sempre. E' passato un anno da quella sera. Ho ancora la mia donna, Weslet Liujeit. Certo, vivo nel terrore che gli scagnozzi di Saylor un giorno mi trovino, ma ero già pronto a pagare questo prezzo. Non so quanto staremo insieme Weslet ed io. Ma chi è che lo sa.

Danilo Santini


 
 
 
 
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