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Perché sono a favore
degli Ogm

Da qualche giorno circola su Internet (www.drzap.it/alimenti.htm) un testo, a firma del noto comico Beppe Grillo, che è un tipico esempio di come si manipolano le notizie per farne merce da show populista pseudo-progressista. Quando si parla di argomenti scientifici che non si conoscono bisogna avere la modestia ed il buon senso di documentarsi, per non fare la vergognosa figura di quei “dottori” dell'Università di Padova che, pur di non negare la perfezione cristallina della Luna si rifiutarono di guardarla col cannocchiale di Galileo.
Oggi la stragrande maggioranza di chi è contro gli Ogm non sa, come Beppe Grillo, neppure che cosa sono gli Ogm (come magari non sa che innocuo non si scrive con la q: nel testo citato per ben due volte si scrive che “nessuno può accertare se il cibo transgenico sia innoquo oppure no”). Ineffabilmente si scrive anche: “Che motivo c'è di fare il riso transgenico, con incorporato un gene (che proviene dal narciso e non dalla carota, tra l'altro) che produca la vitamina A quando gli indonesiani il riso ce l'hanno già e le carote pure?”. Ricordo ai lettori che, per mancanza di vitamina A, ogni anno tra i “poveri cristi” del Terzo mondo ne muoiono un milione circa, soprattutto bambini, e 500 mila divengono ciechi. Questo succede specialmente nell'Africa del Sahel o tra i profughi del Darfur dove non crescono né riso né carote e dove invece è relativamente facile far giungere sacchi di riso vitaminizzato. Gli “antitransgenici” affermano, tra l'altro, che le cellule geneticamente modificate potrebbero trasmettere all'uomo geni strani, capaci di modificare anche l'uomo, magari contagiarlo o contaminarlo ed ecco inventata la sigla “il cibo di Frankenstein”. Ogni liceale che abbia studiato biologia sa che i geni stanno nel Dna e che mangiando il Dna di un cavallo o di una carota non si diventa né centauri né carotumani. IL Dna fa produrre proteine specifiche che, nel caso della soia o del mais geneticamente modificati (sono gli Ogm più in uso attualmente), li rendono resistenti ai diserbanti e ai parassiti permettendo una resa per ettaro molto maggiore. Così concorreranno a risolvere il problema dei “morti di fame” nel mondo e i conflitti tra nord e sud. Il golden rice (riso d'oro), il riso Ogm arricchito di vitamina A inventato dall'Università di Friburgo, sarà tra l'altro distribuito senza costi di brevetto. Non si tratta, è evidente, di ingerire organismi viventi (come i virus della Sars o i prioni della “mucca pazza”), ma semplicemente farina di mais, olio di soia o “bistecche di soia” che non trasmettono proprio nessun gene. Le fantastiche bischerate che si raccontano sugli Ogm, compresi i “pecoragni” o le “patate cangurate”, mi fanno pensare a quanto all'inizio dell'Ottocento dicevano gli avversari della vaccinazione antivaiolosa (gli integralismi si ripetono e la lega antivaccinazioni ne è un esempio vivente): i bambini vaccinati con l'estratto di pustole del vaiolo della vacca diverranno dei deficienti col carattere delle mucche o addirittura dei… minotauri! Per fortuna il mondo scientifico e la società civile approvarono le vaccinazioni e dal 1975 il vaiolo è scomparso dalla faccia della Terra; o, per fare un altro esempio eclatante, nella 2° guerra mondiale morirono di tetano su tutti i fronti solo poche centinaia di soldati, contro i 500 mila della 1° guerra mondiale. La stessa ottusa prevenzione contro la chimica o gli antibiotici, che ancora oggi hanno alcuni “naturisti”, fa dimenticare che, ad esempio, nell'Ottocento e fino al 1950 milioni di persone morirono di Tbc (e tra essi famosi poeti, artisti, principi e re, a dimostrazione che le infezioni non tengono conto del ceto sociale) e che gli ammalati di Aids oggi vivono a 20 anni dal contagio per merito delle 10 e più compresse che buttano giù ogni giorno.
Per questi motivi i “poveri magri” reclamano il mais transgenico, il golden rice e le pillole contro l'Aids. Vorrebbero morire anche loro a pancia piena come noi grassi occidentali, magari affogati nei trigliceridi e nel colesterolo o accecati dal diabete, piuttosto che morire di fame e divenire ciechi a 6 mesi d'età per mancanza di vitamina A.

Luciano Baffioni Venturi

Il pecoragno

Ma cos'è un organismo transgenico? Un mio amico professore mi ha detto che un transgenico è un organismo ottenuto in laboratorio dagli ingegneri molecolari. Prendono una cellula di canguro, di lumaca o di carciofo, tirano fuori certi pezzi di certe molecole e le sparano in una cellula di patata, di pettirosso o di cinghiale. Poi cercano di farla crescere. Quasi sempre la cellula muore, vorrei vedere voi se vi cangurassero il DNA, anche solo un pochettino.... Però una su mille di queste cellule di pettirosso carciofate sopravvive. Se è sfigata si sviluppa e diventa un esserino. Il risultato è un organismo transgenico. La natura da sola non lo farebbe nemmeno in miliardi di anni. Loro lo fanno in tre mesi. Sono vere e proprie creazioni. Siamo passati dai creatori di moda alla Armani alla moda della creazione alla Monsanto. (…)

A volte gli ingegneri molecolari cercano di fare cose che sembrano sensate. Sembrano. Per esempio un riso transgenico con vitamina A, quella che normalmente sta nelle carote e nei pomodori. Ma non è più semplice farsi un bel risotto con le carote o i pomodori, piuttosto che un riso in bianco con la vitamina A incorporata dagli ingegneri? E non ci avrà i suoi buoni motivi il riso per non avere la vitamina A? Il buon motivo degli ingegneri è che mentre gli indonesiani il riso e le carote naturali ce li hanno già, le sementi artificiali del riso vitaminizzato dovrebbero comprarle ogni anno dagli ingegneri statunitensi. (…)

Insomma se la natura ottimizza un organismo in milioni di anni, siamo sicuri di fare meglio noi in tre mesi? Gli ingegneri potrebbero anche accontentarsi di poco. Dai, un trapiantino di due genietti da una carota a una rapa... non si nega a nessuno. No, loro vogliono strafare. Geni di antigelo di merluzzo nei pomodori, per coltivare i Sanmarzano sull'Adamello. Geni di lucciola nel tabacco, per trovare le sigarette anche al buio. Insomma si sono un po' montati la testa. E se uno di questi scarraffoni gli scappa? Se è un cinghiale cangurato è facile beccarlo. Boing, boing, boing.... Pum! Ma se è un branzino viperato? Chi lo becca più? Chi fa più il bagno? Se è un insettino, un microbino, un'amebuccia con qualche vizietto nuovo, chi li trova più? Gli ingegneri genetici statunitensi hanno creato un pecora che produce seta. Hanno preso un gene di ragno e lo hanno sparato in una cellula di pecora. Ci credereste? La cellula pecoreccia è sopravvissuta a questo stupro aracnoide. Per sua sfiga è diventata un vera "pecora". Anzi un pecoragno. Fa la lana e la seta. Con una piccola modifica farà anche le uova. Ma la seta pecoreccia non è dove la avrebbe messa un ingegnere figlio di contadini. E' dove la metterebbe un ingegnere figlio di ingegneri: si munge dalle mammelle del pecoragno. Serve all'esercito statunitense per fare giubbotti antiproiettile più leggeri e resistenti. (…)

Beppe Grillo

(Brani tratti dal sito Internet: www.drzap.it/alimenti.htm)


 
 
 
 
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