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Settembre 2004 / Opinioni e Commenti
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Trasparenza e informazione per i corsi professionali

Gentile Assessore alla Formazione, ho avuto il modo di apprezzarla quale sindaco di Urbino e quindi penso di potermi rivolgere a lei con la certezza di essere quantomeno ascoltato. Le scrivo per proporle un nuovo approccio in materia di Formazione professionale tra gli utenti (aspiranti corsisti) e fornitori del servizio (enti e organizzazioni proponenti il corso).
Com'è noto questi corsi, più o meno numerosi, vengono annualmente finanziati dal Fondo Sociale Europeo e da altri enti pubblici, come la Provincia; che è poi istituzionalmente competente per questa importante materia. I corsi sono proposti dalle più diverse organizzazioni, vengono scelti secondo alcuni parametri, quindi finanziati e così via. Una volta che il “pacchetto corso” è stato confezionato, viene proposto agli utenti pressoché a scatola chiusa. Il massimo dell'informazione è data da un manifesto.
Al contrario, sono convinto che si dovrebbe prevedere un momento informativo preliminare rispetto a quello canonico della selezione dei corsisti tra i numerosi aspiranti. Un momento di presentazione del corso, formale e non formalistico, che metta gli aspiranti corsisti nella condizione di scegliere con consapevolezza avendo chiara la serietà del corso, le prospettive occupazionali reali, e le modalità ed i tempi di svolgimento del corso medesimo. Alle cinquanta, o cento persone che hanno chiesto di partecipare al corso, unitamente alla lettera di convocazione per le selezioni, dovrebbe esser consegnata una lettera di invito a partecipare alla presentazione del corso, presentazione che dovrebbe consistere in: descrizione dei soggetti promotori; descrizione della figura professionale che verrà formata col corso; descrizione documentata delle effettive richieste (attuali, passate e future) di tale figura professionale, soprattutto nella provincia di Pesaro e Urbino ed eventualmente in Italia; descrizione delle singole materie trattate durante il corso; presentazione dei docenti e di tutto il materiale didattico che verrà utilizzato; descrizione delle eventuali attività esterne, come visite alle strutture operanti nel settore, eventuali stage ecc.
Agli aspiranti corsisti verrà consegnato un dossier con tutte le informazioni descritte nel corso, garantite dall'autorità competente, la Provincia. Questo importante momento di comunicazione, permetterà all'aspirante corsista di poter scegliere, a ragion veduta, se frequentare il corso. E obbligherà le organizzazioni proponenti a organizzare il corso preventivamente ed in modo serio. Si uscirebbe così dalla logica per la quale sono i poveri aspiranti corsisti (spesso disoccupati e bisognosi di un lavoro) a dover dimostrare di essere adatti a frequentare un corso di cui non sanno pressoché nulla, e si introdurrebbe il principio per il quale l'aspirante corsista sceglie tra le diverse proposte di corsi con coscienza ed essendo realmente informato. Nella scuola dell'obbligo, e non solo, questo si chiama “Progetto Formativo”. Credo che anche nel sistema della Formazione professionale si dovrebbe introdurre questo principio, facilmente applicabile nel modo che ho descritto. Un principio che è ulteriormente rafforzato dal fatto che la Formazione professionale è finalizzata a creare figure professionali (richieste dal mercato del lavoro) e non a fornire genericamente cultura e sapere (più o meno specializzato) come le scuole di ogni ordine e grado.
Che ne pensa Assessore? Potrà essere la Provincia di Pesaro e Urbino ad inaugurare questo nuovo tipo di rapporto, onesto e trasparente, con i cittadini? Questo potrebbe costituire davvero un primo passo per una svolta nel settore, perché la formazione professionale non venga vista come un'attività solo a vantaggio degli organizzatori e dei docenti.

Antonio Conti

Colgo l'occasione, attraverso l'opportunità offertami da “Lo Specchio”, per fare alcune considerazioni sull'argomento cercando così di rispondere anche alle osservazioni del lettore, che ringrazio molto per il suo intervento. In primo luogo va detto che ogni corso è rivolto ad una categoria ben definita di utenti (giovani, adulti, donne, immigrati, occupati, disoccupati, persone con handicap, ecc…) in possesso di requisiti predefiniti (come ad esempio l'età, il titolo di studio, la residenza), pertanto, già nella fase di progettazione viene individuato il ‘destinatario' dell'azione formativa, oltre naturalmente tutte le altre caratteristiche utili per la valutazione della proposta, trattandosi, come evidenziato proprio nella lettera aperta, di interventi finanziati con risorse del Fse.
Una volta approvato, il corso viene organizzato e gestito secondo i regolamenti e le norme della U.E. che, tra l'altro, attribuisce grande importanza agli aspetti legati alla pubblicità e diffusione delle informazioni. Per questo motivo è la stessa Amministrazione provinciale che costantemente svolge azioni di informazione sulle opportunità offerte, attraverso la stampa locale, le riviste del settore, le pagine web, opuscoli, ecc., proprio per offrire a tutti i cittadini le medesime notizie. Anche il periodico della Provincia, distribuito in tutto il territorio, rappresenta un valido strumento di informazione sulle opportunità offerte. E' compito poi dei singoli organismi gestori delle attività formative produrre materiale o iniziative specifiche per farle conoscere. Ciò proprio per non interferire nell'organizzazione delle stesse e sull'autonomia dei vari enti accreditati, cui compete la definizione del periodo di svolgimento, la scelta dei docenti e del materiale didattico, la selezione, ecc. Fino ad oggi, secondo una prassi condivisa, l'Amministrazione provinciale ha svolto un ruolo di coordinamento e di controllo, al fine di evitare sovrapposizioni ed irregolarità. Inoltre, i nostri uffici ed i Centri per l'Impiego e la Formazione (Pesaro, Urbino e Fano) svolgono azioni di orientamento e ‘motivazione' per coloro che sono indecisi o che non hanno una chiara conoscenza dei percorsi formativi proposti. I risultati positivi fino ad oggi raggiunti ci incoraggiano ma anche i suggerimenti del lettore meritano una riflessione ed un momento di confronto con i diversi ‘attori di sistema' che sarà mia cura promuovere in occasione dei prossimi bandi.

Massimo Galuzzi
Assessore alla Formazione e Lavoro
Provincia di Pesaro e Urbino


 


 
 
 
 
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