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Bruno Bruni:
l'amico di Schroeder


Il Primo Ministro tedesco Gerhard Schroeder con la moglie Doris e sua figlia Klara hanno appena terminato il periodo di vacanze nella villa del pittore Bruno Bruni sul colle del San Bartolo a Pesaro. La conoscenza e l'amicizia dell'artista con Schroeder, allora giovane emergente della Sinistra tedesca, risale al 1978.
Schroeder ritiene Pesaro città ideale per trascorrere le vacanze. Ammira la sua bellezza e tranquillità, ne conosce la storia. Frequenta le trattorie del circondario di cui apprezza la sana cucina. Non di rado Bruni arrostisce personalmente il pesce sul caratteristico “focone” ancor oggi usato dalle famiglie e dai marinai di Cattolica sui pescherecci. La villa del pittore, ricavata da una vecchia casa colonica, è immersa nel verde del Parco San Bartolo. Una vera terrazza sul mare Adriatico. Il Consiglio comunale di Pesaro, riunito in sessione straordinaria, alla presenza dell'ambasciatore della Germania in Italia Michael H. Gerdts, di autorità cittadine, civili e militari ha conferito al Cancelliere la cittadinanza onoraria. Il sindaco Luca Ceriscioli ha inoltre donato al nuovo concittadino una rara incisione del 1572 del fiammingo George Hoeinagle in cui è raffigurata la Pesaro rinascimentale veduta dal San Bartolo.
Anche Bruni è tornato ora in Germania. Prima della partenza ho partecipato insieme a lui e alla moglie Marita a una cena presso il ristorante Ciacci a Gallo di Petriano organizzata da ex allievi dell'Istituto d'Arte “Mengaroni” e dal professore di allora, lo scultore Giuliano Vangi.

Bruno Bruni nasce a Gradara nel 1935. Trascorre la gioventù a Cattolica dove si trasferisce con la famiglia (Emidio uno dei quattro fratelli diverrà Senatore della Repubblica). Compie i suoi studi presso l'Istituto d'Arte “Mengaroni” di Pesaro dove avviene la sua formazione artistica avvalendosi di docenti eccezionali quali lo scultore Giuliano Vangi, i pittori Alessandro Gallucci e Ciro Pavisa, i ceramisti Luciano Vichi e Guido Andreani (già punto di forza della storica fabbrica pesarese di ceramica “Mengaroni”) e Giancarlo Polidori (in seguito direttore dei musei cittadini). Risiede per un certo periodo a Urbino e ne frequenta l'ambiente artistico. Nel “Giardino d'inverno” del Palazzo Ducale allestisce la sua prima mostra. Altre ne seguiranno a Gradara e a Pesaro. Poi, grazie ad un biglietto d'aereo offertogli dall'amico Riccardo Olmeda, direttore di un'agenzia turistica di Cattolica, nel 1959 si trasferisce a Londra.
Una borsa di studio per l'Accademia delle Belle Arti di Amburgo lo porta in Germania dove, per mantenersi, si adatta a fare contemporaneamente anche il lavapiatti e lo scaricatore di porto. Nel 1967 gli viene assegnato il Premio Lichtwark. Nel 1970, in occasione di una mostra presso la “Galleria dell'Incisione” di Roma, un importante riconoscimento gli viene da Renato Guttuso che rileva il “segno raffinatissimo delle immagini”. Per la litografia vince nel 1977 il Premio Senefelder. Gli anni di Accademia completano ed indirizzano la sua formazione artistica. Tronca con le radici culturali della scuola pesarese e impara ad apprezzare gli espressionisti tedeschi, quel realismo espressionista perseguito e proibito da Hitler che Bruni nelle sue opere rielabora addolcendolo con reminiscenze del ‘400 botticelliano in una ricca serie di disegni, gouaches e litografie sul tema politico e mafioso. Tra le altre vengono proposte le figure di Anna Frank, del “Che” Guevara e teorie di cappotti, sciarpe, baveri che vestono visi appena sfumati sotto vistosi cappelli “Borsalino” tanto cari ai mafiosi. Le opere e la fama dell'artista cominciano a diffondersi. Egli prende stabile dimora ad Amburgo dove allestisce un elegante atelier. Usa quasi tutte le tecniche artistiche dalla litografia alla scultura, la serigrafia, il collage, l'acquerello, l'acquaforte, i disegni a penna e a pastello, la grafica nelle sue svariate forme. I soggetti in bianco e nero e a colori sono cose e personaggi presi dalla vita e dalla recente storia e delicati “nudi” dai tenui colori. Le sue opere vengono esposte a Roma, Milano, Firenze, Amburgo, Berlino, Bruxelles, Amsterdam, Francoforte, Tokyo, New York, Melbourne e all'Ermitage di Leningrado.

Sergio Tomassoli



 
 
 
 
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