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Settembre 2001 / Lettere e Arti
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I Bagni di Pesaro tra ‘800 e ‘900

Nel 1883 viene aperto il nuovo stabilimento balneario in Contrada della Palata, sulla direttrice di Via Rossini. Dalle cabine che fiancheggiano la sua piattaforma si può scendere in acqua, ma questa pratica può essere dannosa per le donne che, a causa degli sguardi indiscreti di molti, non osano allontanarsi dall'angusto e poco soleggiato sito. Esse devono quindi scegliere la spiaggia se vogliono beneficiare del tepore del sole e della salubrità dell'acqua salata, consiglia il professor Temistocle Santopadre nella sua “Guida ai Bagnanti” del 1884. Qui si parla anche del vestiario più opportuno da indossare per preservare la propria salute dalla nocività dei venti. “All'epoca della bagnatura”, poi, vestire di tessuti di lana è indicatissimo. Il numero limitato di camerini che possiede lo stabilimento balneario è, dunque, un bene per la maggioranza delle bagnanti le quali altro non possono fare che optare per la spiaggia.
Non molto sappiamo degli svaghi che allietano i molti bagnanti forestieri che giungono a Pesaro negli anni Ottanta dell'800. Pare comunque che i divertimenti siano pochi, limitandosi a qualche trattenimento danzante allo stabilimento e alla banda musicale nei giorni festivi. Questo non accadeva nel decennio precedente in cui i bagnanti potevano godere, oltre che della solita musica della banda cittadina e del ballo, di soirée del Gabinetto di Lettura e degli spettacoli della Società Filodrammatica. Talvolta venivano anche “accesi sul littorale marittimo alcuni fuochi artificiali”. Anche negli anni Novanta non pare che i divertimenti siano aumentati, avendo notizia solo di qualche festa da ballo allo stabilimento e della musica della banda cittadina.
Il Novecento si apre con la notizia che “mai come quest'anno la spiaggia fu popolata” e che Pesaro è una stazione balneare assai frequentata da turisti italiani e stranieri. I divertimenti estivi (nel 1901) sono una lotteria di beneficenza e fuochi d'artificio, una grande riunione ciclistica, feste al mare, corse ippiche, banda musicale, balli, teatro, concerti, visita di navi da guerra. L'accoglienza sulla spiaggia (nel 1904) si avvale di più di 100 “capannelle” (un'altra fonte parla di centinaia di camerini multicolori), ripartite fra il settore degli uomini e quello riservato alle donne.
Nel 1908 un annuncio pubblicitario di un'associazione romana elenca le offerte turistiche di Pesaro, che sono “acqua buona, illuminazione a gas… circoli (quello cittadino è stanziato nello stabilimento), stabilimenti balneari, passeggiate amene, escursioni sui colli San Bartolo e Ardizio, villini e appartamenti mobiliati d'affittare (un villino in riva al mare costa 200 lire al mese), due alberghi (il “Leon d'Oro” e lo “Stella”)”. Lampade elettriche ad arco vengono collocate nello stesso anno intorno al palco della musica e nella piattaforma. Una sala assai elegante, decorata in stile giapponese dal pesarese professor Umberto Gradari, il “Kursaal-Cinem”, avrebbe iniziato le sue rappresentazioni nell'anno successivo.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, durante il periodo bellico la spiaggia di Pesaro continua ad essere popolata. Scrive un articolista de “L'Idea cattolica e sociale”, in data 24 luglio 1915: “Nonostante il periodo anormalissimo, la vita estiva del nostro bellissimo lido ha in questi giorni un po' di gaiezza ed è animato”, seppure soltanto da pesaresi. Lo stesso giornale, il 24 giugno 1916, scrive: “Anche quest'anno la vita di spiaggia ha preso il suo carattere di brio e simpaticità. Dobbiamo notare anche che le aree per le capannelle sono andate a ruba, e molti cittadini ne sono rimasti privi”. Così è anche “La Provincia di Pesaro e Urbino” se, il 2 luglio dello stesso anno, annota che “La stagione balneare si è brillantemente iniziata con una affluenza di bagnanti che non si sarebbe preveduta: segno che ci si abitua anche allo stato di guerra”. Nell'anno sono numerosi anche i forestieri, come lo saranno nel 1917. Nel 1918, a stagione dei bagni non ancora iniziata, il Comando militare dà disposizioni per l'impianto dei capanni che, come dall'inizio della guerra si è fatto, devono essere disposti in unica fila e distanti un metro l'uno dall'altro. Ora però essi devono essere rimossi prima del tramonto.
A guerra finita la grande affluenza di bagnanti a Pesaro costituisce un boom per “l'industria del forestiero”, essendosene contati nel 1919 circa diecimila.

Marco Battistelli


 
 
 
 
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