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  *

Un americano a Pesaro

di Harris Segel
(traduzione dall'inglese)

Una ragazza fanese ha trascorso le vacanze viaggiando negli Stati Uniti; una famiglia americana è venuta a Pesaro e di qui è partita per percorrere gli itinerari classici del nostro Paese. Pubblichiamo queste due testimonianze, in qualche modo simmetriche, come ricordo dell'estate che sta per finire; ma anche per offrire qualche piccolo spunto di riflessione.

Quest'estate ho avuto il piacere di passare tre settimane di vacanza in Italia insieme a mia moglie e la mia nipotina di 14 anni. Ero ospite di una famiglia di amici pesaresi, che mi hanno anche accompagnato un po' in giro per tutto il Paese.

Sono stato impressionato da molte cose diverse. Comincerò a riferirvi un commento che ho letto recentemente e che mi sembra illuminante: "La differenza fra gli americani e gli europei è che gli americani pensano che 100 anni siano un lungo tempo; gli europei pensano che 100 miglia siano una lunga distanza". Il mio ospite pesarese osservò una volta che il palazzo di fronte al suo ufficio non era veramente molto antico: infatti era stato costruito "solo" nel 1600. Ho sùbito pensato che era il 50% più vecchio del mio Paese. Durante le mie escursioni in Italia ho incontrato persone che vivevano da varie generazioni nello stesso posto o addirittura nello stesso edificio. A Fort Myers in Florida (dove vivo attualmente) non è molto comune incontrare qualcuno che sia nato lì. Da noi si cerca di proteggere come "storici" ambienti o località che hanno 80 anni di vita.

Avevo sempre pensato che la società americana fosse più liberale e disinvolta ma ho cambiato idea su alcune cose. Per esempio il modo di guidare in Italia mi è sembrato molto più aggressivo che in America. Da voi il primo che arriva in un punto sembra avere il diritto di precedenza, mentre il nostro modo di comportarci sulla strada è più accomodante. D'altra parte stiamo assistendo sempre più frequentemente in America a gravi incidenti causati da "furore stradale": un fenomeno per cui quelli che si ritengono danneggiati dal cattivo comportamento di guida di altri automobilisti, reagiscono con violenza e aggressioni fisiche, persino sparando. Non credo che da voi si arrivi fino a questo punto: sarebbe un buon argomento per uno studio sociologico in materia.

Parlando del mondo del lavoro, sono rimasto sorpreso dal fatto che molte delle vostre attività commerciali si fermano nel primo pomeriggio. Da noi gli impiegati di una banca hanno poco più di 45 minuti per la pausa del pranzo e vanno via a turno: perciò la banca rimane sempre aperta, dal mattino all'ora di chiusura. Mi ha pure impressionato la quantità di piccoli negozi ancora esistenti nel vostro Paese. Da noi non esistono quasi più piccole attività come la macelleria, il droghiere, il fornaio, il farmacista, il libraio. I negozi sono stati eliminati dalla concorrenza delle grandi catene. Per me, a Pesaro, era un piacere andare a fare la spesa in bicicletta e fermarmi in tanti piccoli posti diversi. A proposito di biciclette, mi ha pure impressionato l'enorme uso che se ne fa nel vostro Paese, insieme a quello di motociclette e motorini: non solo studenti, ma tanti adulti (uomini e donne) che vanno a lavorare pedalando, vestiti elegantemente.

Viaggiando in alcune regioni ho apprezzato la varietà e la bellezza del paesaggio italiano. Da Genova alle Cinque Terre, attraversando la Toscana e poi le colline delle Marche, sono stato incantato dalla lussureggiante bellezza della campagna e dalla varietà di coltivazione della vite. Visto che mi piace molto il vino, sono stato anche piacevolmente sorpreso dai prezzi: in America si può trovare qualche vino a quel prezzo, ma è praticamente imbevibile! Per non parlare del cibo: dovunque abbiamo pranzato (ristoranti, trattorie, osterie, case di amici) le vivande erano sempre squisite e la quantità stupefacente per le nostre abitudini.

Infine debbo dire che siamo rimasti molto colpiti dal comportamento della vostra gente: soprattutto dalla gentilezza e dalla volontà di aiutare quelli che, come noi, non conoscono la vostra lingua. Ogni volta che ho tentato di spiegarmi con qualche parola di italiano, i miei interlocutori sorridevano e si sforzavano, con grande cortesia, di aiutarmi a comunicare; quelli che non conoscevano l'inglese, usavano i gesti. Sembra una piccola cosa, ma non dimenticheremo mai questo aspetto della vostra ospitalità.

Ci siamo trovati a Venezia nell'ultima tappa del nostro viaggio. Era il giorno della partita Francia-Italia ai campionati del mondo di calcio e abbiamo interrotto il nostro giro turistico per guardarla in TV con i nostri amici. Quando l'Italia ha sbagliato il "rigore" decisivo, abbiamo gridato con delusione insieme a tutti gli altri italiani: la "nostra" squadra aveva perso! In quel momento ho pensato che avevamo trovato un secondo Paese.

P.S. Anche mia suocera desidera inviare un messaggio ai vostri lettori. Ecco il testo: "Non ho mai avuto il piacere di visitare la vostra città, ma ho ascoltato i commenti entusiasti di mia figlia Barbara, suo marito Harris e la mia bisnipotina Andrea Woods. Sono stati tutti impressionati dall'ospitalità che hanno ricevuto dovunque andassero. Desidero inviare a voi tutti un grande "grazie" e spero di avere un giorno la fortuna di vedere Pesaro, la sua spiaggia e il suo mare. Nel frattempo vi invito tutti a visitare Fort Myers (la Città della Palme) e le sue spiagge sul Golfo del Messico. Cordialmente.

Pauline Washburn

Chi volesse contattare l'autore di questo articolo, può raggiungerlo (in Inglese!) al suo indirizzo su Internet (hsegel@water.net), oppure scrivere alla sua abitazione: Harris Segel, 2949 Maravilla Circle, FORT MYERS, FLORIDA 33901, USA.


 
 
 
 
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