Ricerca nel sito: Parola Esatta
Ottobre 2003 / Società
  Se si ricerca un testo con apostrofi non settare 'Parola esatta'  
  Home Page
  Aprile 2011
  Marzo 2011
  Febbraio 2011
  Gennaio 2011
  Dicembre 2010
  Novembre 2010
  Ottobre 2010
  Settembre 2010
  Luglio-Agosto 2010
  Giugno 2010
  Maggio 2010
  Aprile 2010
  Marzo 2010
  Febbraio 2010
  Gennaio 2010
  Dicembre 2009
  Novembre 2009
  Ottobre 2009
  Settembre 2009
  Luglio-Agosto 2009
  Giugno 2009
  Maggio 2009
  Aprile 2009
  Marzo 2009
  Febbraio 2009
  Gennaio 2009
  Dicembre 2008
  Novembre 2008
  Ottobre 2008
  Settembre 2008
  Luglio-Agosto 2008
  Giugno 2008
  Maggio 2008
  Aprile 2008
  Marzo 2008
  Febbraio 2008
  Gennaio 2008
  Dicembre 2007
  Novembre 2007
  Ottobre 2007
  Settembre 2007
  Luglio-Agosto 2007
  Giugno 2007
  Maggio 2007
  Aprile 2007
  Marzo 2007
  Febbraio 2007
  Gennaio 2007
  Dicembre 2006
  Novembre 2006
  Ottobre 2006
  Settembre 2006
  Luglio-Agosto 2006
  Giugno 2006
  Maggio 2006
  Aprile 2006
  Marzo 2006
  Febbraio 2006
  Gennaio 2006
  Dicembre 2005
  Novembre 2005
  Ottobre 2005
  Settembre 2005
  Luglio-Agosto 2005
  Giugno 2005
  Maggio 2005
  Aprile 2005
  Marzo 2005
  Febbraio 2005
  Gennaio 2005
  Dicembre 2004
  Novembre 2004
  Ottobre 2004
  Settembre 2004
  Luglio-Agosto 2004
  Giugno 2004
  Maggio 2004
  Aprile 2004
  Marzo 2004
  Febbraio 2004
  Gennaio 2004
  Dicembre 2003
  Novembre 2003
  Ottobre 2003
  Settembre 2003
  Luglio-Agosto 2003
  Giugno 2003
  Maggio 2003
  Aprile 2003
  Marzo 2003
  Febbraio 2003
  Gennaio 2003
  Dicembre 2002
  Novembre 2002
  Ottobre 2002
  Settembre 2002
  Luglio-Agosto 2002
  Giugno 2002
  Maggio 2002
  Aprile 2002
  Marzo 2002
  Febbraio 2002
  Gennaio 2002
  Dicembre 2001
  Novembre 2001
  Ottobre 2001
  Settembre 2001
  Luglio-Agosto 2001
  Giugno 2001
  Maggio 2001
  Aprile 2001
  Marzo 2001
  Febbraio 2001
  Gennaio 2001
  Dicembre 2000
  Novembre 2000
  Ottobre 2000
  Settembre 2000
  Luglio-Agosto 2000
  Giugno 2000
  Maggio 2000
  Aprile 2000
  Marzo 2000
  Febbraio 2000
  Gennaio 2000
  Dicembre 1999
  Novembre 1999
  Ottobre 1999
  Settembre 1999
  Luglio-Agosto 1999
  Giugno 1999
  Maggio 1999
  Aprile 1999
  Marzo 1999
  Febbraio 1999
  Gennaio 1999
  Dicembre 1998
  Novembre 1998
  Ottobre 1998
  Settembre 1998
  Luglio-Agosto 1998
  Giugno 1998
  Maggio 1998
  Aprile 1998
  Marzo 1998
  Febbraio 1998
  Gennaio 1998
  Dicembre 1997
  Novembre 1997
  Settembre-Ottobre 1997
  Luglio-Agosto 1997
  Giugno 1997
  *

Il carcere duro di Giovanni Guareschi

n. 69, Ottobre 2003

Una lettera del pesarese Bendino Magi, ex attendente dello scrittore Giovanni Guareschi, ricompare improvvisamente dopo circa 50 anni. Guareschi non fu solo l'inventore di “Don Camillo” e “Peppone”, ma anche l'interprete di una campagna giornalistica contro i partiti di sinistra, gli abusi del governo, il clientelismo, il travisamento dei fatti e il conformismo, senza fare sconti. Tornato in patria nel 1945, reduce dalla prigionia nei lager tedeschi in Polonia e in Germania, fonda nel 1946 il settimanale di satira politica Candido. La pubblicazione nasce sulle ceneri del Bertoldo, il più famoso giornale umoristico d'anteguerra ideato da Zavattini. La redazione è composta per lo più dagli stessi colleghi di allora dello scrittore emiliano: grafici, scrittori e disegnatori tra i più bei talenti dell'umorismo e della letteratura italiana.
Il Candido immediatamente incontra il favore del pubblico, che collabora inviando da tutta Italia notizie di carattere politico e fattacci che, purtroppo, sono all'ordine del giorno in quel periodo terribile del dopoguerra. Le notizie erano talmente precise che recentemente a Milano, la Regione Lombardia ha organizzato una serie di incontri a cui hanno partecipato storici, giornalisti, studiosi e critici cinematografici per la rivisitazione della storia d'Italia del dopoguerra attraverso le cronache di Candido. Con scritte e fulminanti vignette, trasformate anche in manifesti affissi in tutt'Italia a cura ed a spese dei lettori stessi, contribuisce efficacemente, con De Gasperi, i Comitati civici e le centinaia di migliaia di elettori-lettori di Candido alla vittoria delle elezioni politiche del 1948 della DC e dei suoi alleati sul Fronte Popolare.
Nel 1954, in seguito alla pubblicazione su Candido di documenti di cui è venuto in possesso ed attribuiti a De Gasperi, Guareschi subisce un processo nel quale viene condannato a 12 mesi di reclusione per diffamazione a mezzo stampa. Lo scrittore ritiene la sentenza ingiusta, in quanto non si erano neppure esaminate le prove né udite le testimonianze a suo favore, nonostante la querela di De Gasperi concedesse “ampia facoltà di prova”. Per protesta non ricorre in appello e, senza attendere l'arrivo dei carabinieri, con il suo zaino da ex internato in spalla, anticipatamente entra nel Carcere “San Francesco” di Parma. I mesi di detenzione da 12 diventano 20 per l'aggiunta di una precedente condanna con la condizionale, per la pubblicazione di una vignetta, che oggi farebbe sorridere, sul presidente della Repubblica Luigi Einaudi. Gli viene assegnata una cella di 2 metri per 3, in un'ala del carcere dove d'inverno la temperatura scende sotto i 20 gradi. Un lavello di pietra, privo di acqua corrente, dell'epoca napoleonica ed un “bugliolo” di zinco per tutti i servizi igienici. Nonostante lo stato della sua salute, compromessa dagli stenti nei lager, rifiuta la grazia che gli viene prospettata, accetta i cibi che gli vengono serviti anche se sono i meno adatti alla sua ulcera gastrica cronica che lo fa impazzire di dolore. Rifiuta di richiedere una stufetta, il ricovero in infermeria e qualsiasi altra cosa che non fosse anche già a disposizione degli altri detenuti.
Il processo e la detenzione, data la notorietà e la simpatia verso il personaggio, provocano un'ondata di protesta fra gli italiani che si manifesta con l'invio di decine di migliaia di messaggi di solidarietà. Le lettere e le cartoline sono così tante che il direttore del carcere è costretto ad impiegare personale a tempo pieno per smistarle: queste dovevano essere infatti, tutte aperte e controllate; quelle ritenute idonee venivano timbrate e consegnate al destinatario. Lo zelo del censore era tale che venne timbrata anche una foglia di magnolia inviatagli il 24 giugno in occasione del suo onomastico. Bastava un “Viva l'Italia”, un accenno ai politici, un riferimento alla vita militare e quelle missive venivano requisite e archiviate. In teoria non avrebbero mai dovuto lasciare il carcere se non per essere distrutte. Invece qualcuno se le è portate a casa e, dopo circa 50 anni, messe in vendita nei mercatini.
Alcuni blocchi di questi documenti sono stati recuperati dagli eredi Guareschi e consegnati allo Stato, legittimo proprietario. In occasione di un secondo recupero effettuato dal “Circolo Culturale Guareschi” di Parma, i figli dello scrittore Carlotta ed Alberto, presenti alla consegna, riuscivano a dare una sbirciatina ai testi di alcune missive tra le quali una del pesarese Bendino Magi. In essa Bendino ricordava a Guareschi momenti della vita militare trascorsi assieme, la familiarità e il rispetto dell'ufficiale per il suo attendente al quale non permetteva gli umili lavori a cui accudiva da solo. Bendino, firmando la sua lettera, concludeva: “Sempre ai suoi ordini sig. Tenente”. Immaginabile la commozione di Carlotta e Alberto per la tristezza e per l'ottusità di una censura che non ha permesso l'arrivo a destinazione di un messaggio che gli avrebbe fatto tanto bene in quei momenti così tristi.
Nella bella lettera in cui comunicano a Bendino Magi il ritrovamento, i Guareschi lo rassicurano che “adesso egli lassù ha già letto tutti i messaggi e avrà sorriso vedendo il tuo”.

Sergio Tomassoli

Favola di Natale

Il pesarese Giovanni Santori, che ha conosciuto il tenente Giovanni Guareschi, come lui internato nei lager tedeschi nel 1944, ricorda l'influenza dello scrittore emiliano sul morale di tutti gli internati. “Per tener viva la speranza sua e dei suoi compagni, organizzava conferenze a tema, dibattiti e commediole truccando gli attori con materiali di fortuna. La gran parte del tempo la impiegava scrivendo e prendendo appunti. Scrisse una ‘favola di Natale' che poi lesse, tra la commozione generale, nel giorno della festività”.

Una lettera della famiglia

Carissimo (ce lo permetta) signor Bendino,
può immaginare quanta gioia ci abbia dato la sua lettera, che ci racconta episodi della vita di nostro babbo che assolutamente non conoscevamo. Ricordiamo che ci parlava a volte del suo attendente, sempre con affetto, e raccontava che era pieno di gentilezze e che si sentiva a disagio perché gli voleva lavare la biancheria o pulire le scarpe o la bicicletta: nostro babbo fin da bambino era abituato ad arrangiarsi e nessuno in casa sua aveva il tempo e la possibilità di occuparsi di lui, e per questo trovava strano avere un attendente! L'abitudine di arrangiarsi l'ha mantenuta: era ordinatissimo, lasciava sempre più che in ordine e pulita la sua camera. Ci pare di ricordare che anche nostra mamma abbia conosciuto lei, durante un soggiorno a Modena, probabilmente in quell'albergo che lei nomina, vicino alla Ghirlandina. […]
Non avremmo mai potuto immaginare di ricevere una testimonianza così bella come la sua: ci fa sentire ancor più vicino nostro padre. Le auguriamo ogni cosa bella e la salutiamo con tanto affetto.

Carlotta e Alberto Guareschi


 
 
 
 
FattiNostri  
  Lotto
<
  Redazione
<
  Hanno collaborato a questo numero
<
  Profilo degli autori di questo numero
<
  Come si collabora
<
  Dove si trova
<



PrimoPiano  
  Politici allo Specchio:
Giuseppe Mascioni

<



Stelle d'Autunno  
  Fano, città del brodetto
<
  Cartoceto capitale dell'olio
<
  Quattro itinerari tra i colori del Montefeltro
<



TuttoPesaro  
  Il saluto dell'arcivescovo
di Pesaro

<
  Viva il “Cantopirata”
<
  Sinfonie di ricami
<
  Un premio per Amedeo Bertùccioli
<
  Cò l'è ch' cresc e cò l'è ch'cala
<



TuttoFano  
  Premiato l'umorismo fanese
<
  Un giorno per l'Africa
<
  La fanese Giulia Fogliani “letterina” di Passaparola
<
  Mostra ‘Stanze'
<



Opinioni e Commenti  
  Meglio il nucleare?
<
  Al rogo i fumatori?
<



Storia  
  Il 93° Reggimento di Fanteria
<
  L'abbazia di Santa Maria del Mutino
<



Salute  
  Alla ricerca della linea perduta
<



Società  
  Il carcere duro di Giovanni Guareschi
<
  I Drugstore: suonare da “grandi”
<
  HangArtFest a Pesaro
<
  Il telefono senza fili
<



TuttoSport  
  Voglia di Scavolini
<



Consumatori  
  Il “caro prezzi” e i consumi
<
  La salvia aumenta la memoria
<
  Il Caso: Il conto salato
<
  Banche e Assicurazioni
<
  Camera di Commercio e interessi dei consumatori
<
  Brevi
<



Lettere e Arti  
  Il ‘Macello' di Dino Garrone
<
  La Pala di Cantarini
<
  Ruggero Ruggeri:
Una voce bruciante e sommessa

<
  Torna l'arte conquistata
<
  Gli anni, i giorni, le ore di Pietro Zampetti
<
  Fabio Tombari, “marchignolo”
<
  Mostre
<
  Una nuova Galleria per gli artisti pesaresi
<



 
 
 
 

Lo Specchio della Città - periodico per la Provincia di Pesaro e Urbino - Redazione: tel. 0721/67511 - fax.0721/30668 - E-mail:info@lospecchiodellacitta.it

Continuando la navigazione si accetta che possano essere usati cookie per migliorare l'esperienza di navigazione e a scopo statistico. Informativa completa