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Ottobre 2001 / Ambiente
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Elettrosmog e dintorni
Una situazione allarmante nella nostra provincia
Anche nei convegni pesaresi del febbraio scorso è stato evidenziato come l'inquinamento elettromagnetico (elettrosmog) abbia subìto in pochi anni un incremento enorme per la grandissima crescita delle sorgenti di emissione: antenne per ripetitori radio e TV, elettrodotti, apparecchi domestici e terapeutici, treni ad alta velocità…, per giungere fino alla recente diffusione dei telefonini cellulari (oltre 32 milioni solo in Italia) e alle loro stazioni radio-base necessarie per farli funzionare; e noi siamo, da sempre, perché funzionino al meglio, volendo con la nostra azione garantire tutele senza ostacolarne il servizio.
Per avere un'idea della situazione è opportuno riflettere su questi ulteriori dati: in Italia, oltre 60 mila sarebbero i chilometri di linee ad alta tensione, ed oltre 320 mila quelle a bassa tensione. Le cabine elettriche secondarie sarebbero oltre 400 mila e poco meno di 1.800 quelle primarie.

Il principio di precauzione

E' il caso di ricordare che il corpo umano e i suoi meccanismi di difesa si sono evoluti in sintonia col campo elettromagnetico terrestre, in una condizione “naturale” che nei secoli non ha subìto grandi trasformazioni. Nessuno è oggi in grado di dire quello che potrà derivare al corpo umano dall'innalzamento, per così dire “artificiale” e repentino, dei valori delle “nuove emissioni”. In altri termini non si ha la certezza di essere sufficientemente preparati per adattarsi, in tempi brevi e senza danni, a questa nuova condizione. In mancanza di certezze scientifiche, quindi, e in un clima di crescente apprensione, in tutto il mondo sono nati movimenti, talvolta fuori le stesse istituzioni, come stimolo per una gestione quanto più cautelativa possibile dei rischi. Siamo al “principio di precauzione”, che è doverosa cautela per evitare un rischio ancorché potenziale senza dover necessariamente attendere i risultati delle ricerche scientifiche. Per l'Europa è lo stesso trattato di Roma a sancire che “le politiche ambientali della Comunità debbono essere basate sul principio di precauzione”. Un esempio dell'adozione di tale principio ci viene dal recente caso della “mucca pazza” con la decisione di bandire la carne bovina proveniente dal Regno Unito, per limitare il rischio di trasmissione della BSE.

Leggi nazionali e regionali

Nel rispetto dell'Art. 32 della Costituzione, la legge-quadro sull'elettrosmog - approvata il 22 febbraio di quest'anno - ha come prima finalità quella di assicurare la tutela della salute della popolazione, nella fattispecie dagli effetti dell'esposizione a determinati livelli di campi elettromagnetici. Alla legge però mancano ancora i decreti per la fase attuativa di alcune delle norme sancite, soprattutto per quello che attiene le competenze degli enti locali. La mancanza dei decreti ha costituito, per certe Regioni, un alibi al rinvio dell'approvazione delle proprie normative. Anche nella nostra Regione si è ancora in attesa di una specifica legge ed è di questi giorni la ripresa dei lavori della commissione consigliare regionale incaricata di definirne una bozza conclusiva. Ai Comuni, comunque, la legge nazionale ha demandato la facoltà di dotarsi da subito di un regolamento per assicurare “il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti e minimizzare l'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici”. Nella nostra provincia sono molti i Comuni che si sono dotati del cosiddetto regolamento-antenne che, fra l'altro, ha evidenti interazioni con gli strumenti urbanistici (PRG, regolamenti edilizi ecc. ). Di recente sono stati approvati i regolamenti dei Comuni di Urbino e Pesaro.
Non possiamo qui entrare nel merito dei singoli provvedimenti: vi sono luci ed ombre. Per Pesaro, ad esempio, non sono di poco conto i punti di insoddisfazione che rendono, secondo noi, non del tutto apprezzabile il risultato finale. Ci riferiamo alle norme sui risanamenti e a quelle sulle distanze di cautela dai siti da proteggere.

I comitati anti-elettrosmog di Fano

Al comitato sorto da tempo a Carrara per rivendicare soluzioni a gravi problemi legati agli elettrodotti, si sono aggiunti da oltre un anno i comitati di San Lazzaro e Trave. Questi ultimi sono sorti per protestare contro l'installazione di antenne per telefonia mobile sui tralicci di illuminazione dello stadio di Borgo Metauro e per chiederne la delocalizzazione. Identico discorso per le antenne installate al campo tennis della Trave. L'interesse dei cittadini di Centinarola invece è soprattutto rivolto ad ottenere adeguate garanzie in merito alle emissioni della centrale elettrica (rumorosità compresa), chiedendo monitoraggi con apposita centralina. A Fano la situazione generale, con particolare riferimento al regolamento antenne - da un anno in sala travaglio - è la seguente:
- Si è in attesa di un confronto definitivo sulla base della bozza predisposta dal Comune ed “emendata” dai comitati di San Lazzaro e Trave. Per questo è stato chiesto al Sindaco di costituire un gruppo-operativo, numericamente assai ristretto, ritenendo le differenze di vedute non più insuperabili. - Per superare le divergenze sulle distanze di sicurezza il gruppo di lavoro dei comitati ha predisposto una bozza che tiene conto delle richieste dei cittadini “in uno” con le soluzioni proposte dal Comune. In pratica prevedendo l'installazione di antenne a non meno di 200 metri dalle case (a 300 metri dai siti sensibili) per la sola fascia più direttamente colpita dal cosiddetto cono di emissione, lasciando i 100 metri proposti dal Comune per tutte le altre zone, cioè quelle meno o niente affatto colpite dalla stesso cono. Altri suggerimenti innovativi riguardano i risanamenti ed i controlli. - Intanto, in attesa del regolamento, è stata emanata, il 19 luglio scorso, dal Sindaco Carnaroli una ordinanza di sospensiva per la installazione di nuovi impianti per telefonia mobile radio e TV.
Ovviamente se i tempi per il regolamento dovessero allungarsi ulteriormente e le antenne dal campo sportivo e da quello di tennis non dovessero essere rimosse, come da impegni assunti, i comitati non potrebbero che tornare ad una nuova e più incisiva fase rivendicativa.

Giorgio Panaroni
Comitato anti-elettrosmog San Lazzaro


ALCUNE PRECAUZIONI NELL'AMBIENTE DOMESTICO

1. Personal computer: distanza di circa 75 centimetri da schermi ad alta emissione in tutte le direzioni e 50 centimetri dal sistema a disco fisso. Pausa di 15 minuti ogni due ore di uso continuativo.
2. TV: distanza 2-4 metri.
3. Far in modo che l'umidità dell'aria non raggiunga valori bassi: ciò influenza il caricamento elettrostatico e altera la concentrazione di ioni liberi (arieggiare abbondantemente). Uno schermo TV mantiene per alcune ore il campo elettrostatico.
4. Spostare orologi elettrici, radio, TV, stereo, segreterie telefoniche, babyphone ed altri accessori elettrici che rimangono accesi continuamente ad almeno un metro dalla testa quando si dorme. Oppure usare apparecchi a batterie che non emettono campi ELF (campi magnetici a bassa frequenza). 5. Illuminazione domestica (distanze di sicurezza):
- lampadina da letto (50 centimetri);
- tubi al neon (1 metro);
- trasformatori di lampade ad alogeni (2 metri)
- lampade a basso consumo (1,5 metri)
6. Non sostare in prossimità di lavatrici, lavastoviglie, forni elettrici, ferri da stiro, apriscatole elettrici, frullatori, aspirapolvere, tritatutto, tostapane, macina caffè, radioregistratori, ecc. (soprattutto nel caso dei bambini).
7. Se è possibile non utilizzare rasoi elettrici ed asciugarsi i capelli naturalmente (l'asciugacapelli va tenuto ad almeno 30-40 centimetri dalla testa).
8. Attenzione alle macchine da cucire elettriche (in base ad alcune statistiche pare che il rischio di contrarre il morbo di Alzheimer si moltiplica per un fattore 3-4).
9. Mantenere almeno una distanza di 1,5 metri da termosifoni elettrici portatili. 10. Non dormire sotto termocoperte in funzione.
11. Nell'uso di aerosol cercare di rendere massima la distanza tra la sorgente e l'utilizzatore.
12. Evitare di installare il riscaldamento a pavimento con resistenze elettriche.

(a cura del CSAAE - Centro Sistemi Audiovisivi Acustici ed Elettromagnetici- Università di Urbino)


 
 
 
 
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