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Marzo 2006 - Salute
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Il mal di schiena


Vi è mai capitato di andare dal medico per il vostro fastidioso mal di schiena e di sentirvi rispondere: “Eh, signora, cosa vuole, è l'artrosi, bisogna conviverci… sono gli anni… in fondo non è più una ragazzina… è normale che alla sua età le ossa facciano male… dobbiamo fare le punture…”, e così via?
Se vi è accaduto, non prendetevela con il vostro medico di famiglia, che è senz'altro scrupoloso e più che preparato: semplicemente, è anche lui vittima di una tradizione culturale ormai superata e difficile a morire alla quale non sfuggono, ahinoi, anche gran parte degli specialisti. Essa tende a considerare ogni mal di schiena come espressione di una alterazione “strutturale” della colonna vertebrale (quale possono essere l'artrosi, l'ernia del disco, l'osteoporosi, eventuali fratture, ecc.) per la quale non esisterebbe un reale trattamento se non la semplice terapia con i farmaci.
Intendiamoci, tutte queste cause sono reali e sono effettivamente alla base di molti dolori vertebrali, ma quello che è meno noto è che molto spesso problemi e sintomi del tutto simili possono essere provocati da alterazioni che non riguardano la “struttura” delle nostre vertebre bensì la loro mobilità: si tratta di quelli che noi medici chiamiamo “disturbi funzionali della colonna”. Le vertebre che compongono la nostra spina dorsale, infatti, sono strutture dotate di grande mobilità che si articolano l'una sull'altra mediante efficientissimi “cardini”: le articolazioni intervertebrali. Mantenere in buona efficienza questi cardini è fondamentale per scongiurare qualsiasi problema vertebrale e ben vengano così la ginnastica e il movimento, lubrificanti universali per ogni articolazione. Può capitare, però, per cause non ancora del tutto chiarite, che qualcuno di questi cardini possa, nonostante tutto, incepparsi o bloccarsi. Le conseguenze, in questo caso, non tardano a farsi sentire: contratture muscolari, compressione vertebrale, ulteriore peggioramento delle contratture e della mobilità e, come risultato finale, un dolore più o meno violento, talvolta insopportabile, che può estendersi anche a notevole distanza dal nostro cardine ribelle. I farmaci, in questo caso, servono a poco poiché un “cardine bloccato” non può essere rimesso in moto da un antinfiammatorio, però - molto spesso - può essere sufficiente solo una “piccola spinta”: la terapia più efficace per questo tipo di disturbi, infatti, è proprio la terapia manuale applicata sotto forma di manipolazioni e mobilizzazioni. Una manipolazione vertebrale ben eseguita può ripristinare il movimento perduto di un segmento vertebrale, eliminando il dolore e garantendo il sospirato sollievo.
Ma cos'è che provoca questi blocchi? In realtà le cause non sono state ancora del tutto chiarite ma una cosa è certa: se a scatenare il dolore sono molto spesso sbalzi di temperatura o, comunque, fattori ambientali; a predisporli sono ancor più spesso problemi di tipo posturale, che riguardano cioè la posizione della colonna. Se avete la pessima abitudine di sedere scomposti davanti al monitor dell'ufficio o se quando cenate siete soliti sedervi sulla punta della sedia o, al contrario, reclinarvi all'indietro come sceriffi metropolitani, rischiate di inceppare quei delicati e sensibilissimi ingranaggi che regolano la mobilità delle nostre vertebre. Ma non è tutto… Se i vostri piedi sono piatti o cavi non saranno gli unici a soffrire ma faranno patire anche la vostra colonna vertebrale che tramite loro appoggia e scarica tutto il vostro peso sul terreno. Se quando masticate o chiudete la bocca i vostri denti non “combaciano” perfettamente ma si toccano più da un lato che dall'altro (magari per una distrazione del vostro dentista), o se la vostra mandibola non si chiude in maniera armonica, col passare del tempo compariranno tensioni muscolari in tutto il corpo che vi porteranno, invariabilmente, ad un fastidiosissimo mal di schiena. Ma anche gli occhi non sono da sottovalutare, soprattutto quando vi accorgete che tendono a stancarsi facilmente, forse solo per la lettura di poche pagine di un libro o per pochi minuti passati davanti al monitor del computer. Se soffrite di schiena e, nel contempo, vi accorgete che la visione delle parole scritte tende ad offuscarsi o a sdoppiarsi dopo pochi minuti di semplice lettura allora è il momento di consultare un ortottista: potrebbero bastare pochi esercizi per gli occhi per cancellare anche i vostri dolori.
Fantascienza? Tutt'altro. E'semplice medicina. Alla base di questi effetti vi sono meccanismi biomeccanici un po' complicati che determinano la nostra postura e il nostro modo di muoverci nell'ambiente  e che spiegano (ancora non del tutto!) come questa si ripercuota sulla nostra colonna vertebrale generando dolorose tensioni e  “blocchi”, ma anche sofferenze discali che, a lungo termine, possono evolvere in vere e proprie protrusioni o ernie. Saper curare la schiena comporta quindi tante cose: il medico che vi curerà deve conoscere i vari aspetti del dolore vertebrale, la postura e la biomeccanica del corpo, deve disporre di una adeguata cultura medica di base, padroneggiare a fondo le tecniche manipolative per essere in grado di applicarle con sicurezza , conoscere i farmaci  ed avere la capacità di somministrarli anche con  iniezioni e infiltrazioni profonde lungo la colonna vertebrale. Siamo sinceri: una panacèa  per tutti i mali ancora non esiste e bisogna diffidare delle sirene che promettono miracoli ma, al tempo stesso,  è anche vero che i migliori risultati nella cura del mal di schiena si ottengono mediate un approccio multidisciplinare che comprenda:

· una analisi posturale per la ricerca e la correzione di eventuali vizi o difetti (una ricerca che potrà talvolta avvalersi della collaborazione anche di altre figure professionali come l'odontoiatra, il podologo, l'oculista);
· la ricerca e la diagnosi dei “blocchi funzionali” della colonna vertebrale e il loro trattamento mediante tecniche di terapia manuale da utilizzare con prudenza e coscienza;
· la ricerca e la diagnosi  dei disturbi “strutturali” della colonna vertebrale da trattare farmacologicamente, anche sotto forma di terapie infiltrative, e mediante tecniche di terapia fisica.

Paolo Mici

Per informazioni:

Dr. Paolo Mici
medico chirurgo
manipolazioni vertebrali, posturologia
Cell: 339 5860735

 


 
 
 
 
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