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Politici allo Specchio:
Roberto Giannotti

Giannotti

L'OPPOSIZIONE RAMPANTE

Da quasi due anni convive con una doppia psicologia politica. Da una parte si gode la forza tranquilla di chi è dalla parte dei vincitori a livello nazionale, secondo l'immortale battuta attribuita ad Andreotti ("Il potere logora chi non ce l'ha"). Dall'altro lato si danna sui banchi dell'opposizione, in una provincia e una regione con una lunga tradizione di sinistra: soprattutto a Pesaro, dove il palazzo comunale appare inespugnabile come Rocca Costanza perché la successione a Giovanelli è già ipotecata da fortissimi candidati in pectore, come Mascioni, Secchiaroli e Ceriscioli. Naturalmente spera nella ripetizione di un "effetto Guazzaloca", schierando un candidato forte a Pesaro; e guarda con interesse alle liste civiche che interpretano un certo malcontento locale (come per esempio a Fano) e che potrebbero trovare un punto di incontro con la Casa delle libertà.

Roberto Giannotti, 55 anni, coniugato, una figlia ancora bambina, è nato a Urbino ma è sceso quasi subito a valle a seguito del padre, operaio in un garage del centro di Pesaro. Si diploma come computista commerciale al "Branca" di Piazza Del Monte, poi è costretto ad impiegarsi subito alla Confartigianato per aiutare la famiglia. La sua storia politica inizia da ragazzo nei ranghi della Democrazia Cristiana: di cui è stato attivista come attacchino di manifesti elettorali; delegato nel movimento giovanile; consigliere comunale per cinque legislature dal 1970 (quando non aveva ancora 23 anni) al 1990; consigliere provinciale; e, nel 1995, consigliere regionale col neonato CDU. Oggi è il capogruppo di Forza Italia al Consiglio regionale, pur essendo l'unico pesarese del suo partito.

Proviene anche lui dai quadri delle parrocchie, fucina di democristiani e di sportivi. Nella città dei primi anni '60, dominati politicamente dalle forze di sinistra e culturalmente dal "Circolo Gramsci", si schiera subito dall'altra parte, partecipando all'attività del "Circolo Kennedy", fondato da Stefano Cortiglioni e Anna Maria Guerra. Ricorda che allora non si andava tanto per il sottile: Romolo Pagnini del PCI minacciava di "bottigliare" il missino Rubinacci tra i banchi del Consiglio comunale. Davanti al Teatro Rossini i cattolici guidavano rumorose dimostrazioni contro il dramma "Il Vicario" di Rolf Hochhuth (una denuncia dei silenzi di Pio XII di fronte al nazismo e l'olocausto) e contestavano la Mostra del Cinema perché troppo ideologica e avulsa dalle tradizioni culturali della città. Infine la rivolta generazionale contro il gruppo forlaniano della DC locale e l'incontro con Comunione e Liberazione, considerata la vera alternativa alla sinistra nel campo culturale e sociale.

Per quanto riguarda lo sport, percorre una decorosa carriera di terzino nelle squadre giovanili (la Bedosti, la Victoria, la Junior), marcando l'uomo come un mastino. Durante il servizio militare viene selezionato per la rappresentativa nazionale della Marina, ma è fermato in tempo da un infortunio: con grande sollievo degli attaccanti delle Forze Armate avversarie, preoccupati per l'integrità delle caviglie.

Dopo la diaspora democristiana, e la scelta di Rocco (Buttiglione) e i suoi fratelli a favore dell'Udeur di Cossiga che sostiene il governo D'Alema, confluisce nelle file di Forza Italia. Insieme a un'ottantina di consiglieri regionali e provinciali guidati da Formigoni incontra a Roma Silvio Berlusconi: che li accoglie a braccia aperte, con una raffica di barzellette e di apprezzamenti per l'esperienza politica e organizzativa che apportano al suo movimento. Anche in provincia di Pesaro Forza Italia, che fino ad allora era considerata più un gruppo di opinione che un partito (o un "partito di plastica", come lo definivano gli altri), passa da 150 a 1.400 iscritti con Pierugo Boni alla segreteria e manca di poco il sorpasso dei DS nelle ultime elezioni politiche, conquistando quasi il 25% dei voti: "Un risultato mai raggiunto, neanche dalla vecchia DC". Lo stesso Giannotti sfiora l'elezione a senatore che avrebbe potuto ottenere come primo dei perdenti, secondo la complicata legge elettorale della Camera Alta. Il seggio va invece ad Alessandro Forlani, sconfitto nel suo collegio di Macerata contro ogni previsione ma recuperato appunto con questo meccanismo.

Lo incontro in centro, una domenica mattina di blocco ecologico del traffico, un po' furente perché è dovuto arrivare a piedi...

Mi pare di capire che questo provvedimento non le piace proprio.

Questa città non può essere governata con le manette: non si può imporre tutto alla gente. Mi sembra che questo provvedimento segua più una logica di moda ambientalista che un'analisi seria sulle cause dell'inquinamento atmosferico. Qualcuno deve ancora dimostrare che il blocco del traffico sia servito a qualcosa, mentre strangola l'attività economica e commerciale della città.

Però il livello delle "polveri sottili" rimane preoccupante. Lei che cosa proporrebbe in alternativa?

Per esempio un'articolazione in modo diverso, magari con la chiusura del traffico solo per mezza giornata. Ma in generale penso che serva un maggiore raccordo con l'opinione pubblica. In questa città il potere è troppo abituato a decidere sulla testa della gente: non c'è atto che non venga imposto dall'alto, evitando il percorso arduo e difficile della partecipazione e del coinvolgimento. Tutto viene deciso dal sindaco. Per fare un altro esempio, dov'è l'autonomia del consiglio comunale sulla vicenda dell'Irccs di fronte all'asse decisionale Giovanelli/Ucchielli? La stessa Margherita (che pure su questo tema ha alcune posizioni simili alla nostra: vedi caso Gardi) non ha peso nella Giunta e non conta quasi nulla a livello regionale.

Nella sua intervista allo Specchio, il presidente Ucchielli sostiene che la vera motivazione dell'Irccs è la volontà del governo centrale di gestire direttamente le strutture dell'Ospedale, senza garantire in cambio grandi vantaggi.

Io rovescerei il ragionamento. La trasformazione in Irccs del S. Salvatore era una grande opportunità di rilancio dell'ospedale sul piano specialistico. La sinistra ha rifiutato questa possibilità per una ragione di bottega: perché non voleva rinunciare al controllo di un grosso centro di potere, di una struttura che rappresenta la più grande azienda industriale del territorio, in termini di fatturato, appalti, numero di dipendenti. In compenso perderemo anche la Scuola di Talassemia, perché Pesaro diventerà solo una succursale di Roma quando il prof. Lucarelli andrà probabilmente a fare il direttore scientifico del progetto al "Regina Elena" (in realtà Giannotti chiama "Sant'Elena" l'ospedale romano, con un curioso lapsus che accomuna Lucarelli a Napoleone in esilio. N.d.R.).

Il risultato di questa operazione sono tre "meno": meno Gardi, meno Irccs, meno Scuola. Non vedo ancora dove siano i "più". Riprenderemo in esame il progetto dell'Irccs il giorno dopo che avremo vinto le elezioni regionali.

A proposito di elezioni, vedo che sono cominciate le grandi manovre elettorali: l'ex ministro Scajola e l'ideologo di Forza Italia Marcello Dell'Utri sono arrivati ad Ancona in visita pastorale. Dichiarate di voler conquistare, l'anno prossimo, il maggior numero possibile di amministrazioni comunali in provincia.

Oggi sono una quindicina i Comuni del territorio governati da coalizioni di centro-destra; Forza Italia è già il partito di maggioranza relativa in 31 Comuni. Stanno maturando le condizioni per un sorpasso, se riusciremo a intercettare la protesta forte di tante realtà comunali. Anche a Pesaro ci potrebbe essere un rimescolamento delle carte in seguito alle vicende della Sanità (con possibili aggregazioni di forze nuove di opposizione al governo attuale), e a una possibile frattura nell'estrema sinistra. Comunque sarà importante presentarsi con un unico candidato del Polo, a differenza di quanto è avvenuto nelle elezioni precedenti.

Candiderete Lucarelli come sindaco?

Lucarelli è il mio candidato, quello che può battere gli esponenti della sinistra. Può guadagnare il consenso del mondo sanitario che fa riferimento a quei valori negati; e diventare il simbolo di una volontà di cambiamento, di una proposta nuova per la città. Naturalmente, da solo, non rappresenta una panacea: ma è in grado di mettere insieme una bella squadra di persone competenti e capaci.

Perché questo continuo attrito tra i pesaresi e la Regione Marche?

Pesaro non ha mai contato molto in Regione, anche a causa di una legge elettorale che privilegia Ancona, col collegio unico regionale e i "resti" attribuiti ai candidati della città col maggior numero di abitanti. Questo spiega perché ci siano solo 7 consiglieri della nostra provincia su 40. Solo da poco si nota un certo interesse verso la nostra realtà, forse collegato alla cattiva coscienza sulla gestione della Sanità. Il presidente D'Ambrosio è venuto a Pesaro più volte negli ultimi tre mesi che in tutto il resto della legislatura.

Le elezioni regionali del 2005 sono ancora lontane. Avrà ancora tempo per recuperare consenso.

Guardi, io credo che l'attuale Giunta regionale sia ormai alla frutta (in attesa del dessert, l'ha già bombardata con 206 interrogazioni e interpellanze nel corso di mezza legislatura. N.d.R). Ha una situazione finanziaria da tracollo, a causa di un grandissimo indebitamento, e nonostante un livello di imposizione fiscale tra i più alti in Italia. Non ha risolto il problema delle infrastrutture che mostrano situazioni insostenibili: come il binario unico della Ferrovia tra Ancona e Roma, un porto che non è in grado di far defluire ordinatamente il traffico delle merci e dei passeggeri, un'autostrada a due corsie che paralizza la circolazione estiva. Della Sanità abbiamo già parlato. E' una Giunta sempre più lontana dalla società civile e dal mondo imprenditoriale delle Marche, che ha dato un contributo decisivo al suo insediamento (pensi solo al gruppo Merloni) ma che comincia a prendere le distanze. Non ha più capacità di fare delle riforme. Non riesce nemmeno a varare il nuovo piano triennale per la cultura, che unifica gli interventi finanziari in questo settore. Ormai il re è nudo.

Alberto Angelucci


 
 
 
 
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