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Poesie

Natura e poesia

Il 3 aprile si è svolta a Gabicce Mare una serata organizzata dal WWF locale: "Spicchi di cielo - l'anima vibrante della natura vista con gli occhi dei poeti". Gli attori Roberto Caminiti e Rita Giancola, accompagnati dal chitarrista Riccardo Bertozzini, hanno recitato le poesie di due autrici: Maria Teresa Codovilli e Barbara Colapietro, entrambe collaboratrici dello Specchio.

L'iniziativa fa parte di un discorso che il WWF di Gabicce Mare sta seguendo da tempo: cercare di correlare la natura ad altre realtà o forme d'arte per avvicinare di più la gente ai temi ambientali.

 

Angelo Barilari

PADRE ROSSO, POPOLO ROSSO

I tuoi occhi sono smeraldi,
confondono il buio, esaltano la luce.
Senza confini mi portano
alle porte della vita
mentre fontane colorate
riscaldano i nostri cuori
Le tue mani sono piene di doni
per un bambino che ha voglia di crescere,
per un vecchio che ha voglia di piangere,
mentre il silenzio rinnova i suoi misteri
Il tuo sorriso è un invito all'esistenza
per un uomo che ha perso tutto,
ma che ha tenuto la sua dignità
ferma come una torcia nel buio.
Lascia i tuoi occhi, stringi le tue mani
e regalami l'ultimo sorriso
che mi accompagni nel fiume della vita,
nel centro dell'esistenza,
ai piedi del Divino.

Dalmazio Masini

MEZZOGIORNO A MAROTTA

S'impigra il giorno quando l'ora cheta
è tutta intrisa di color di Sole
e il mare affoga in gola le parole
che chiedono un odore di pineta.
All'ombra rara delle tamerici
poggiano statuarie creature
isolate dal mondo nelle pure
forme piene di grazie tentatrici.
E l'ala di un gabbiano sembra sale
che l'acceso orizzonte ci ricrea
quasi guardiana di una persa flotta.
L'attimo passa. Il ritmo naturale
del tempo ha il sopravvento sull'idea,
sogno di un mezzogiorno di Marotta.

Marco Furiassi

MIO PADRE

Tu, mio padre.
Io, tuo figlio.
Sei morto, sei vivo
tanto tempo è già passato,
grigi giorni di vento,
il gelo nel cuore.
Cieli pieni di azzurro,
il sole nelle mani.
Quanto tempo è già passato!
Un uomo io, ormai.
La tua foto: capelli ondulati,
il sorriso discreto,
gli occhi chiari, come il cuore;
anche io ho gli occhi chiari
un uomo, io, ormai.
Un uomo, tu, sempre, ancora
noi due insieme, ancora, per sempre.
Tu ed io.
Io, tuo figlio. Grazie.


Monika M.

ANGELI

Spirito di natura
tra aria, fuoco, aria, terra
tra esseri vitali, il bene e il male,
hai raggiunto la coscienza
della tua esistenza individuale.
Diventi angelo di passaggio
aleggi tra le vette, negli abissi del mare,
in ogni paesaggio
ad alte quote,
fuori da ogni confine con voli planetari
anche al di fuori dei pianeti
del sistema solare.
T'immagino come un bimbo
dai capelli color dell'oro
e intorno ti riecheggia un dolce coro,
puro, semplice, impersonale e giocondo
libero e felice, sempre pronto,
in ogni angolo del mondo.
Aleggi spensierato tra le genti
così come te altri venti
accanto ad un cuore solo tu passi accanto
e l'anima tua ti dice di fargli un incanto.
Le tue ali mai state ferite
riportano alla luce altre mille vite.
Inondi di gioia e speranza
e non sei mai oggetto di scienza
ma sei nel cuore di chi crede in te
e per alcuni tu sei un re.
Fai parte di un mondo lontano
dove l'odio ha posto invano
la tua bontà, che bellezza
riflette nell'acqua la limpidezza.
E la sensibilità di un bimbo che prega te
ti fa posto nel suo letto, e se
ti sogna, gioca e fantastica un po'
l'età umana vera dice "non so".
E tu non sai perché,
ma in fondo ci credi:
forse di questo mondo saremo gli eredi.


Elisa Roscini

VORREI

Vorrei
essere un filo d'erba
perché, calpestata,
non sentissi l'orgoglio di risollevarmi.
Vorrei
essere un gatto
per graffiare,
e non pentirmene.
Vorrei
essere un aspide
per iniettare il mio veleno.
Vorrei?
Avrei voluto...
ma sono
un filo d'erba orgoglioso,
un gatto che ama
chi rimane ferito dai suoi giochi,
un aspide che ritiene il suo veleno
per tradurlo in succo d'Elisir.


Luca Canapini

LAGER PRIMO

Nell'immobile paese senza nome
fra le infinite cieche superstizioni,
un oscuro uomo senza viso
osserva Onnipotente
la fine di un antico veliero
Osserva la macabra danza di Chopin
e le donne notti assassine
Osserva sua sorella morte
cadere fra le acque del lago rosso...
Filo di spine, cielo fatto di righe
e alla fine, soltanto tetri
occhi di vetro e illuse Bibbie di pianto.


Mirko Fabbri

SERA DEL PRIMO DI FEBBRAIO

Rinascere, di sera, tardi
Sorpresa totale, ben venga
Tutto comincia, ricomincia;
Assurdi riverberi danzano.
Sarà un Sogno?
Eppure il fumo: ...è vero.
Gaudenti cantanti
Ritmati, ritmanti.
Lacrimosi avventori
Riprendono a sognare.
Baristi inconsapevoli
Continuano a ghignare.
Si apre qualcosa...
Può essere, adesso?
Protratto errore soltanto mio?
Oh! Che splendido sbagliarsi
Ssshhh... silenzio. Sia fatto pian piano
Riguardo. Riguarda la triste esistenza.
Ticchettare di dita mangiucchiate.
Balzelli scomposti di sgabelli occupati.
Tutto torna, ritorna;
Ritrosi ricordi lampeggiano, ora
Lampi nella mente ormai indistinti.
Lì in piedi rimane. Basìto!
Si suoni più forte per Dio!
Si serva più svelto da bere!
Cani rabbiosi bevono
Zanzare estive làtitano.
Le mani, ma sì, le mani
Strette, sudate, tremanti.
Davvero. Lo vedo.
Sicuro, infallibile alcool!
Sarà un Sogno?
Eppure la musica: ...è vera.
Fumatori incalliti
Fumati, fumanti.
Un suono che sembran campane,
Son forse rintocchi? Son morto?
O il nero che vedo davanti
E' dentro il mio occhio migliore?
Tutto veste, riveste;
Salmastri rigagnoli brillano.
I lacci slegati, luridi e intrisi.
Fuori fa freddo. "Copriti".
Anime che lavorano
In ritrovate direzioni
Groppi in gola
Grappoli di nuove speranze.
Sarà un Sogno?


Evelina Borrelli

BLED

Negli irreali riflessi
di un lago ghiacciato
si contempla il fragile volto
dell'illusione.
Piccolo sasso che rimbalza lontano
per poi smarrirsi
nel cobalto di un sogno.
Il repentino, a fior d'acqua,
battito d'ali
esalta, con candide note, l'armonia
di un magico silenzio.
Ai margini del bosco i germani reali
voltano gli occhi al timido segno che,
dall'isola, per ora irraggiungibile,
pare promettere le straniere dimore
della serenità.


Regina Taccone

UN MATTINO

Benché adesso sia sera,
sento che ormai la notte
non scenderà mai piùà
sulla mia vita.
Tu sei stato il mio primo
giorno chiaro
e sarai sempre, per me,
un mattino purissimo.


Casavino

L'ESSENZA

Adesso guardate verso il basso,
verso l'umano
che ne è immagine e fuoco,
incantesimo e grido,
slancio finale e divino.
In basso stanno
l'uomo che non ride,
il mercante che svende,
la stella che parte,
il bambino che fugge,
l'universo che stringe;
- In basso stanno.
Qualcosa si è perso,
non l'umano
o l'altezza da cui guardo;
il tono, il sospiro che era
un ponte leggero
tra gli occhi
e l'istante,
tra il silenzio,
e il rumore della notte,
un tutto e un nulla,
l'essenza stessa
d'essere vissuto.


Matteo Cecconi

PAROLE IN CERCHIO (ATTORNO AL FUOCO)

Io credo
io spero
io voglio.
Non so se
o è tutto chiaro.
Ma è proprio questo
il potere dei versi:
cercare il connubio
tra sacro e profano.
Io credo
io spero
io voglio.
Non so
se è troppo diretto.
Tenere per mano sentimenti esatti.
Capire ciò che non è stato scritto.
Attorno al fuoco
Un brivido caldo
La notte e l'incenso
Dire addio ad un antico rimpianto.
Io so che posso.
Adesso
o finanche...
Eppure son solo parole:
le ho viste danzare
e formare un cerchio...
Attorno al fuoco
Ovunque
Per sempre
Per dire ti amo.
Dove il mare è un oceano
La luce un cerbiatto
Dire addio ad un antico ricordo.
O finanche per dire...
Io credo
io spero
attorno al fuoco.
Parole...


Anna Casi

STRIDON LE RUOTE

Silenti le ruote
del vivace passeggino,
conducono a spasso il mio piccino...

Incerte le ruote
della sua prima bicicletta...
il mio bambino
è cresciuto così in fretta.

Stridon le ruote
del suo nuovo motorino...
il mio ragazzo
non è più un bambino.

Stridon le ruote
della sua moto potente...
gli raccomando "va piano"
non essere imprudente...

Stridon le ruote
della sua nuova auto fiammante,
il mio ragazzo
è diventato grande...

Stridon le ruote anche
dentro la mia mente
che lo rincorrono ovunque
inutilmente.


 
 
 
 
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