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  Giugno 1997
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Allarme droga fra i giovani: dagli spinelli alla cocaina

Il problema della droga sta diventando un luogo comune. E questo è il problema. Il problema della droga, leggera o pesante, è diventata una questione politica. E questo è un altro problema, che aumenta notevolmente la confusione. Fino a che punto è leggera, e quando diventa pesante? Senza considerare che la leggera è propedeutica alla pesante: fattore che, se preso in analisi, fa precipitare le convinzioni di chi vorrebbe alzare i limiti delle droghe “per tutti”. Inoltre, studi attendibili dicono che il mercato della droga (perché di mercato si tratta, a tutti gli effetti) sta livellando le differenze tra droghe leggere e pesanti, rendendo più pesanti le prime e più leggere le seconde; per far sì che si aumenti la dipendenza, senza danneggiare eccessivamente il consumatore, in modo da garantire un'utenza più prolungata nel tempo. Una vera strategia di marketing, a cui la società soggiace molto spesso senza neppure rendersene conto.
La realtà pesarese non è immune dalle problematiche legate alla droga e, in genere, dal degrado del mondo giovanile. Periodicamente le retate della polizia fanno risalire a galla la questione, e si scopre che Pesaro non è un'isola felice, o meglio, che Pesaro è come tutti gli altri posti. Specie in alcune zone, il disagio giovanile trova facili approdi nel mondo della droga: l'amministrazione si batte per la creazione di nuovi centri d'aggregazione (e per questo va lodata) ma da parte delle autorità deputate al controllo della situazione sembra non ci sia una ferrea volontà di estirpare il problema. Guardando dall'esterno, si direbbe che si proceda con i piedi di piombo, per paura di far troppo rumore; mentre certe abitudini di certe compagnie si fanno sempre più radicate. Si comincia con le prime sigarette sul finire delle scuole medie, si passa agli spinelli e alle prime bevute sostanziose nei primi anni delle superiori. Poi, contemporaneamente alle sgroppate per conseguire il diploma di maturità, fa la sua comparsa la polvere bianca, per molti compagna di viaggio anche nelle avventure universitarie.
Queste sono cose che tutti sanno: anzi, che gli adolescenti e i giovani sanno molto meglio degli adulti. Ma nessuno parla. Quando le colonne dei giornali locali titolano: “Preso giovane bene”, saltano fuori sociologi e psicologi, genitori ed insegnanti, politici e bene informati, ognuno con la propria ricetta, apparentemente perfetta. Tempo una settimana, di tutte queste parole non rimane nulla. E si continua come prima. Venendo al sodo: vogliamo fare più controlli, seri e a tappeto, senza mezze misure, nei locali frequentati dai pesaresi? Vogliamo educare i giovani non solo a star lontano dalle droghe, ma soprattutto a non celarsi dietro i muri di omertà? Sì, perché è questo il vero problema: non se ne parla perché si ha paura di essere lasciati fuori dal giro. Ci sono tanti giovani, anche in tenera età, che aborriscono certi meccanismi normali per altri coetanei, ma non parlano perché temono gli si piazzi un'etichetta. Dobbiamo educarci a spiattellare la verità in faccia, senza temere quello che pensa la “compagnia”, mettendo ai margini i falsi intelligenti che si battono per la legalizzazione. Sembra infatti che una legge apposita sull'uso delle sostanze stupefacenti sia in grado di fugare il problema, mentre invece segnerebbe la sconfitta delle politiche educative a riguardo. Sarebbe come dire ad uno studente scansafatiche: “Non studiare, tanto ti promuovo lo stesso”.

Pierpaolo Bellucci

Crescere in-dipendenti

È trascorsa da qualche giorno la giornata mondiale contro l'abuso e il traffico illecito di sostanze stupefacenti e gli operatori pubblici e privati del Dipartimento delle Dipendenze Patologiche della Zona Territoriale n. 1 dell'ASUR, intendono testimoniare la loro presenza sollecitando la necessità di mantenere alta l'attenzione su un fenomeno che nel nostro territorio è in tendenziale aumento ed è trasversale per fasce sociali e di età. Sono circa 700 le persone che nell'ultimo anno si sono rivolte al Servizio pubblico. Il 46% di questi pazienti è risultato, al momento dell'accesso, completamente sconosciuto al servizio, ovvero non aveva mai fatto alcuna richiesta per problemi di dipendenza. In riferimento alle singole sostanze vi è la conferma del fatto che la dipendenza da eroina riguarda ancora la maggior parte delle richieste. Sono comunque in aumento le persone che abusano di alcool, di cocaina e coloro che presentano per  problematiche connesse all'uso di cannabis, anche se questo dato risulta sostanzialmente legato alle segnalazioni della prefettura.

Sostanze di abuso primario  (%)
EROINA/OPPIACEI  46,6
COCAINA/CRACK 14,7
CANNABINOIDI 14,3
ALCOOL 14,3
TABACCO  5,6
Altro 4,5

L'età media dei pazienti è di poco inferiore ai 35 anni, con notevoli differenze legate al tipo di sostanza d'abuso.

Sostanza
Maschi %
Femmine % 
Range- età min-max
EROINA  84,5  15,5 17-55
COCAINA  90,2  9,8 17-53
CANNABINOIDI  89,9 10,1 16-45
ALCOOL  74,7  25,3 22-71
TABACCO   57,9 42,1 31-63
TOTALE  82,2 17,8   -

Grande, in relazione a tutto ciò, è la preoccupazione degli operatori, ulteriormente rinforzata sia dal deciso incremento numerico di soggetti che usano svariate sostanze (poli-abusatori), sia dal fatto che ad un numero sempre più crescente di persone viene diagnosticato un rilevante disagio psicopatologico. Un quadro così complesso e mutevole richiede un cambiamento culturale: dall'antitesi, competizione pubblico-privato, al lavoro di squadra, al pensare insieme, condividendo risorse e specifiche competenze. Il Dipartimento  diventa dunque  il luogo in cui gli operatori del servizio pubblico e del privato sociale territoriale si possono confrontare, progettare insieme, mettendo a disposizione l'offerta complessiva dei servizi che vanno da quelli ambulatoriali alle comunità residenziali, ai centri diurni,  ai servizi dedicati al reinserimento lavorativo. Nel territorio di competenza del Dipartimento Dipendenze Patologiche operano 8 sedi di comunità residenziali autorizzate alla cura ed al recupero delle tossicodipendenze che offrono complessivamente 129 posti letto. Nel territorio vi sono inoltre due comunità diurne che complessivamente offrono altri 22 posti e un'Associazione che gestisce una comunità residenziale e diversi appartamenti per persone affette da HIV/AIDS che non hanno riferimenti abitativi e familiari adeguati. Numerosi progetti sono stati attivati relativamente alla prevenzione da abuso di sostanze negli Istituti Scolastici (alcol-adolescenza, progetto alcol, campagna prevenzione HIV/AIDS) e attraverso l'Unità di Strada che lavora sia nei luoghi di aggregazione sia nella scuola.
Per ogni ulteriore informazione, richiesta di consulenza e di aiuto, ci si può rivolgere al n. 0721 424428 dal lunedì al sabato dalle ore 8,30 alle 13,30.

 


 
 
 
 
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