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Una rovente polemica sugli sponsor del Carnevale

Boicottiamo la Nestlé nel Comune di Fano

Sempre più negli ultimi anni è cresciuta nelle persone e nei movimenti di cittadini la consapevolezza che occorre avere una grande attenzione sugli acquisti che facciamo, sia per proteggere la nostra e l'altrui vita che per non farsi complici di multinazionali che sono coinvolte nel traffico di armi, che non rispettano la dignità dei lavoratori e impiegano il lavoro minorile, che provocano gravi danni ambientali e attentati alla salute di intere popolazioni. Qualcuno giustamente dice che, molto più che con il voto, facciamo politica quando siamo al supermercato potendo, con le nostre scelte, favorire una politica di solidarietà e cooperazione piuttosto che di rapina e di sfruttamento di intere popolazioni. Vi sono associazioni e pubblicazioni che aiutano il cittadino a districarsi fra i vari prodotti per individuare quelli meno "colpevoli" dei misfatti sopra indicati: il libro più noto è "Guida al consumo critico" curato dal "Centro Nuovo Modello di Sviluppo" di Vecchiano di Pisa ed edito dalla EMI.

Particolarmente grave è il comportamento di quelle multinazionali, Nestlé in testa, che con le loro azioni sono responsabili di gravissime conseguenze sulla salute e sulla vita di migliaia di bambini. Infatti la distribuzione o comunque il sostegno all'uso del latte in polvere provoca l'impossibilità dell'allattamento al seno il che, in situazioni di carenza di acqua potabile e in mancanza di sufficiente denaro per continuare ad acquistare il latte in polvere, provoca la morte per malattia e fame di circa un milione e mezzo di bambini all'anno, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità. Per questo motivo il 3 novembre del 1999, in qualità di consigliere comunale dei Verdi, ho presentato un'interrogazione al Sindaco di Fano nella quale, premesso che la dichiarazione congiunta OMS-UNICEF del 1981 vieta ogni promozione al pubblico di sostituiti del latte materno e i rifornimenti gratuiti negli ospedali; che l'Italia ha recepito tali raccomandazioni con la Legge 500 del 1994; che la Società Nestlé, primo produttore mondiale di tali prodotti, ha violato ripetutamente le direttive internazionali; che dopo un boicottaggio internazionale dei suoi prodotti durato dal 1977 al 1984 la Società Nestlé si era impegnata a comportarsi correttamente, ma successivamente ha ripreso le sue infrazioni ai codici internazionali; che a causa di tali ripetute infrazioni nel 1988 è stato lanciato un nuovo boicottaggio internazionale, che ha visto la nascita in Italia nel 1994 della "Rete Italiana Boicottaggio Nestlé" la quale, l'anno scorso, ha raccolto 23 mila firme di adesione, che per le motivazioni sopra esposte i Festival del cinema di Torino, Venezia e Giffoni hanno rinunciato alla sponsorizzazione della Nestlé, così come la casa editrice Piemme ha deciso di non regalare più le merendine della Nestlé a chi acquisterà uno dei suoi libri per ragazzi; che la stessa Santa Sede, sensibilizzata dalla "Rete Italiana Boicottaggio Nestlé", si è formalmente scusata per aver incluso fra gli sponsor dell'incontro mondiale del Papa coi giovani a Parigi nel 1997 la Nestlé, impegnandosi a non fare altrettanto per il prossimo Giubileo; che Fano è conosciuta ed apprezzata in Italia e anche all'estero per l'iniziativa "Fano la città delle bambine e dei bambini" e che per tale motivo dovrebbe essere particolarmente sensibile a tutto ciò che riguarda la vita, e in questo caso la morte, dei bambini; chiedevo se non ritenesse necessario intervenire presso l'Ente Manifestazioni affinché fra le ditte che verranno interpellate per la fornitura dei dolciumi al prossimo Carnevale di Fano non vi sia la Nestlé e le sue aziende collegate, e se non ritenga necessario eliminare da tutti gli acquisti del Comune di Fano (mense scolastiche, distributori automatici, ecc.) tutti i prodotti della Nestlé e aziende collegate.

Poiché ad una risposta sostanzialmente positiva non sono seguiti i fatti, con altri consiglieri ho presentato in aprile una mozione in cui chiedevo che il Comune di Fano adottasse, nei suoi appalti e nei suoi rapporti commerciali, i criteri del consumo critico, cioè si impegnasse a non avere rapporti con imprese implicate in comportamenti non accettabili sulla base di documentazione prodotta da associazioni e movimenti qualificati. Inspiegabilmente questa mozione, che in una formulazione analoga aveva ottenuto nel consiglio comunale di Roma un ampio consenso anche dei partiti di destra, a Fano, dove la maggioranza è di centro-sinistra, è stata respinta a causa dell'astensione dei DS, PPI, SDI e Rinnovamento Italiano. Oltretutto le motivazioni appaiono non comprensibili: si è in pratica ammesso che il comportamento di queste multinazionali è gravissimo; ma invece che dare l'esempio, come Comune, cominciando a non avere rapporti con tali imprese, si chiede ai cittadini di prendere coscienza e di fare poi quello che il Comune oggi non vuole fare. Davvero un ottimo esempio di diseducazione.

Naturalmente la cosa non finisce qui: proveremo di nuovo a sollecitare il Comune affinché, in particolar modo nei confronti della Nestlé e del Carnevale, cessi ogni rapporto di collaborazione fintantoché tale multinazionale continuerà a violare i codici internazionali con gravissime conseguenze sui bambini del sud del mondo.

Luciano Benini

Il latte in polvere può salvare la vita

Nestlé multinazionale spietata e cinica? E' un cliché comodo ma non utile per risolvere il grave problema della mortalità infantile nel Terzo Mondo. Gettare la colpa di una sciagura così complessa sulle spalle di una sola azienda, come "simbolo" di una categoria di industria, è una banalità che certamente non serve a trovare soluzioni concrete per migliorare la situazione. Chi infatti conosce per esperienza diretta il problema sollevato dal dottor Luciano Benini sa che le sue origini sono complesse e legate ad una molteplicità di fattori. Sa che i veri colpevoli dei problemi che affliggono l'infanzia del Terzo Mondo sono la povertà, le malattie, le condizioni igieniche, le calamità belliche e naturali ed il sottosviluppo e che il latte in polvere, utilizzato correttamente, è un prodotto indispensabile salvavita in molti casi (basti pensare ai milioni di madri contagiate dall'AIDS). Sa anche che la situazione può essere migliorata solo con un approccio realistico e con la collaborazione di tutte le parti interessate (governi locali, organizzazioni internazionali, industrie), così come l'Organizzazione Mondiale della Sanità sta facendo; e non con gli estremismi preconcetti.

Per quanto riguarda Nestlé in particolare:

- da sempre riconosce la superiorità del latte materno, ma è consapevole che, quando una mamma per varie ragioni, non può allattare o decide di sospendere l'allattamento, l'unica alternativa possibile è il latte in polvere, che quindi non è un bene superfluo, ma, in molti casi, un prodotto salvavita. Per questa ragione Nestlé, che è stata la prima azienda al mondo a realizzare una farina lattea, intende continuare ad operare con dedizione e correttezza nel settore degli alimenti per l'infanzia anche se le vendite di questi prodotti nei Paesi del Terzo Mondo rappresentano solo l'1% del fatturato del Gruppo;

- firma chiaramente i suoi prodotti in tutto il mondo, assumendosi così verso autorità e consumatori tutte le conseguenti responsabilità qualitative ed etiche (questa è anche la ragione per cui è la sola ad essere contestata, pur rappresentando solo il 20% della produzione mondiale di latti per l'infanzia);

- è impegnata senza riserve a rispettare il codice OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) sulla commercializzazione dei prodotti sostitutivi del latte materno ed ha recentemente avviato un articolato processo di certificazione richiedendo a tutti i Governi dei Paesi nei quali è presente un'attestazione della sua osservanza del codice OMS. Questo perché Nestlé vuole essere controllata ed ha anche reso pubblico un invito a Istituzioni, medici, consumatori ed associazioni a segnalare tempestivamente eventuali comportamenti dei suoi collaboratori non coerenti con il Codice, impegnandosi a prendere i provvedimenti correttivi eventualmente necessari;

- è cosciente della gravità del problema della nutrizione infantile nel Terzo Mondo e collabora attivamente con le Istituzioni interessate perché possa essere risolto attraverso una cooperazione costruttiva, come auspicato dall'OMS;

- è orgogliosa di dare un contributo notevole allo sviluppo civile, economico e culturale dei Paesi in Via di Sviluppo. Vi opera, infatti, con ben 137 fabbriche, che offrono a più di 50.000 collaboratori diretti condizioni di lavoro tra le migliori; fabbrica prodotti per il consumo locale utilizzando materie prime locali; dà assistenza tecnica a contadini ed allevatori per aiutarli a migliorare la qualità delle loro produzioni affinché possano vivere dignitosamente nelle campagne, senza dover andare ad affollare le bidonvilles delle grandi città. Dà, cioè, un contributo rilevante nell'aiutare quelle popolazioni a crescere civilmente ed economicamente ed a risolvere da sole i loro problemi.

Oltre agli impegni assunti in sede internazionale Nestlé si è data un preciso codice di comportamento che è stato reso pubblico e sulla cui integrale applicazione è costantemente impegnata. A riprova di questo impegno formalmente assunto e per rafforzarne l'efficacia operativa, la Nestlé ha attivato due livelli di controllo sul proprio operato:

- esegue in modo diretto un continuo monitoraggio della situazione per intervenire prontamente sui casi di inadempienza,

- ha incaricato un auditor esterno, per la precisione la KPMG, di verificare la conoscenza di tale codice da parte di tutte le sue unità operative sparse nel mondo, e gli ha imposto di riferire direttamente al consiglio di amministrazione della Nestlé SA di Vevey.

Speriamo che tutte queste prove di buona volontà portino il dottor Luciano Benini a ricredersi o perlomeno a mettere in dubbio alcune delle sue più perentorie affermazioni. In caso contrario è forse utile ricordargli che con l'estremismo comunicazionale riesce forse a farsi conoscere meglio politicamente ma non a salvare i bambini che tanto alacremente si dichiara di voler difendere.

Nestlé Italiana
Direzione Corporate Affairs

 

 

 

 

 

 

 


 
 
 
 
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