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Vis Pesaro: Prossima fermata Serie B

Dopo l’esaltante sprint finale nei play-off della C/2

La Cavalleria biancorossa

Tre fischi come tre squilli di tromba. Quando l'arbitro ha fischiato la fine della partita, la curva Giotto del Comunale di Arezzo è schizzata in campo, lanciata al galoppo verso Ortoli, De Juliis, Arrigoni e tutti gli altri protagonisti della vittoria biancorossa. La C/1 ha coronato una stagione inattesa e incredibile. A luglio la Vis ha rischiato di scomparire, ad agosto siamo partiti per il ritiro con sette giocatori, dieci mesi dopo abbiamo conquistato la C/1 tra i complimenti di Triestina e Rimini, eliminate nei play-off.

Il giorno dopo la vittoria di Arezzo il presidente Giuseppe Bruscoli, nella sede di Via Giolitti, ripercorre le tappe della stagione: "Il segreto di questa vittoria è la serenità con cui abbiamo sempre lavorato. Una qualità che ha consentito a tutti di dare il meglio di sé anche quando tutto era in salita". E i momenti difficili non sono mancati: quando le difficoltà iniziali sembravano risolte è arrivata la tragica scomparsa di Christian Zanvettor, una pedina fondamentale sia in campo che nello spogliatoio: "I ragazzi sono stati meravigliosi – prosegue Bruscoli – e hanno moltiplicato le loro energie sia in campo che fuori, dimostrando di essere uomini in gamba oltre che seri professionisti". Serenità, dedizione e fiducia nei propri mezzi: in dieci mesi si può già parlare di "stile Vis", senza protagonismi o "prime donne". "Una filosofia di lavoro che il mister Arrigoni ha sapientemente tradotto in campo e nello spogliatoio – rileva il presidente - Arrigoni è stato bravo a valorizzare tutti i giocatori che ha avuto a disposizione, aggiungendo quel pizzico di simpatia, fantasia e imprevedibilità tutta romagnola che spesso ha spiazzato anche i critici più severi. Se la Vis ha vinto con merito, e non certo per fortuna, il plauso va a questo giovane allenatore che ha saputo creare un gruppo motivato e compatto".

I titoli della vittoria fanno chiasso dai giornali, in un angolo della scrivania. Il presidente Bruscoli pensa già al futuro. "La Vis non è solo C/1. Abbiamo gettato le basi per un solido settore giovanile, che nella prossima stagione muoverà i primi passi. I giovani di Pesaro e della provincia chiedono sport. La Vis può fare molto, proponendosi come palcoscenico per tante altre società. E' indispensabile però l'apporto di tutte le forze cittadine, dai politici agli imprenditori, per colmare la mancanza di strutture e di impianti. La Vis è un patrimonio dell'intera provincia".

Ad Arezzo c'era anche Christian

Mi è stato chiesto di scrivere due righe per Lo Specchio a proposito della stagione calcistica e del dopo-Christian. Ho accettato con molto piacere questo incarico perché so che il giornale si legge a Pesaro e a Fano, due città in cui mio figlio ha trascorso le sue giornate, calcistiche e non, nel modo più bello: facendosi conoscere come un ragazzo semplice e generoso. Io come padre, dopo la triste sciagura, ho trovato nella gente delle Marche una stima e un affetto incredibili: non saprò mai come ringraziare, ma sicuramente, i tifosi, la dirigenza e soprattutto i giocatori della Vis (con in testa Capitan Ortoli) saranno sempre nel mio cuore. La vittoria di questo campionato è stata voluta e conquistata con un gruppo che, giorno dopo giorno, si è unito nel nome di Christian per poter dedicare a lui questo successo che in parte gli appartiene.

Non aggiungo altro perché le parole e i ringraziamenti non saranno mai sufficienti: ma mi piacerebbe poter sentir ricordare il suo nome, come hanno fatto quest'anno allo stadio, ancora nel tempo. Io sarò sempre con voi a tifare Vis.

Tiziano Zanvettor

Da Cenerentola a Signora

La Vis centenaria ha dato prova di saggezza riconquistando, dopo sette anni di attesa e di privazioni, la serie C/1, campionato in grado di rivelare giovani di talento e di offrire uno spettacolo già degno dei buongustai del calcio. Sarà una musica diversa, fra il classico e il moderno, in grado di riportare al "Benelli", specie in presenza di ottimi esecutori, il pubblico delle grandi occasioni. E così potranno essere battuti due importanti record: di presenze, che appartiene a Vis- Ternana del 31 maggio 1987 (5.650 paganti e 700 abbonati) e di incasso (£ 87.887.000 in occasione di Vis-Fano del 29 novembre 1987).

La Vis, dopo aver impresso i primi calci al pallone nel lontano 1915, approda in serie C, vecchia maniera, nel 1938-39. L'istituzione della C/1 è del 1978-79 (36 squadre divise in due gironi). L'iter biancorosso, in tale campionato, inizia nel 1987-88 (8° posto nella classifica finale e mai così in alto) e prosegue nel 1988-‘89 (17ª piazza e retrocessione) con un ritorno nel '92-'93 (14° posto ed esclusione per fallimento).

La nuova realtà in C/1, frutto della vittoriosa finalissima contro il Rimini dell'11 giugno scorso, sarà datata 2000-2001. Un'affermazione a sorpresa ma covata dentro da parecchio tempo dopo la dimostrazione di forza evidenziata, soprattutto di fronte alle squadre più titolate del girone B della C/2. Alla base del successo, il senso della misura: non deprimersi nelle avversità, non esaltarsi nel successo ma perseverare nell'impegno con ferma determinazione. Indubbiamente, specie considerando il punto di partenza (una Società ridotta appena un anno fa ai minimi termini con l'esiguo capitale di sette giocatori) è doveroso parlare di "miracolo". Ed il prodigio l'ha compiuto, puntando tutto sul "buon senso" di industriale illuminato, il presidente Giuseppe Bruscoli, galvanizzando l'ambiente, seminando fiducia, rianimando il "tifo" e indovinando le scelte.

L'umiltà ha dato forza al collettivo che, alla distanza, ha gettato sulla bilancia la validità dell'asserto: "Uniti si vince". Di fronte a Società miliardarie e di antico blasone, il complesso di casa ha tenacemente coltivato l'aspirazione dei poveri di crescere nella considerazione della gente per contare di più e conquistare stima e rispetto. Alla fine della corsa la sofferenza si è trasformata in gioia. Ed ora "Vola magica Vis": per mantenere le posizioni, riscattare il passato, facendo un pensierino a quella B, sicuramente alla portata di una città ad alta vocazione polisportiva quale è Pesaro.

Vittorio Cassiani

Un microfono per le vittorie

Radiocronista prettamente casalingo della Vis Pesaro, ho voluto seguire la squadra nelle vicine trasferte di Rimini, Macerata e Gubbio (tre pareggi) e non potevo lasciare che un "foresto" (come si dice in Veneto), un collega di Trieste e di Arezzo si occupasse delle ultime due gare dei play-off, magari tifando contro i biancorossi. Raccontare una sconfitta non è piacevole né per chi parla né per chi ascolta: esaltante il successo sportivo quindi, dettato a braccio, in faticosa ma appassionata diretta.

A Trieste – stadio da serie A – magnifiche cabine chiuse per l'inverno, meno gradevoli per l'estate, dato che sono privi di finestrini: l'unica soluzione per avere un po' d'aria era lasciare alle spalle la porta aperta. Graditi invece i continui andirivieni di splendide fanciulle triestine (le famose "mulette de Trieste", rese ancor più celebri da Teddy Reno negli anni Cinquanta con "Muletta mia"). E poiché passavano di continuo davanti al vetro della cabina-radio non potevo non comunicarlo ai gentili radio-ascoltatori, che sembravano gradire di conoscere quanto avviene intorno al cronista, come la caduta dell'unico bicchiere colmo d'acqua, che credetemi diventa in quei momenti un fatto abbastanza drammatico, come togliere la borraccia ad un ciclista in fuga.

Meno faticosa invece la radiocronaca di Arezzo dal punto di vista logistico: cabina con vetro aperto, tavolino capace di non far cadere una bottiglia di tè freddo da un litro e mezzo (esisteva il pericolo di 30 minuti supplementari, meglio essere previdenti). Tempi supplementari evitati dal gol di Ortoli, ma tempi della radiocronaca allungati dopo la promozione acquisita, per le interviste in diretta ai politici, che ben volentieri rispondono al microfono al cospetto di un avvenimento esaltante per tutta la città. Insomma un'esperienza piacevole il sapere che tutti gli appassionati di calcio, che non facevano parte dei 3.000 pesaresi presenti ad Arezzo, pendevano dalle tue labbra, erano incollati all'ascolto di Radio Prima Rete. Ma anche ascoltatori ed ascoltatrici occasionali – ci hanno riferito – hanno tifato Vis. Potere del calcio e della vecchia radio che si fa ancora onore.

Alessandro Mainoldi

I 3000 leoni di Arezzo

La trasferta di Arezzo rimarrà come un evento memorabile per gli sportivi pesaresi. Il Rimini era un avversario ostico sia come qualità atletiche sia per il tifo promosso dalla celebre "Falange Biancorossa" che ha fatto tremare più di una tifoseria. Niente da fare. Uno a zero sia in campo (grazie Capitan Ortoli) sia sugli spalti. Migliaia di bandierine biancorosse costellavano il mare di tifosi che, scavalcato l'Appennino, si apprestavano a seguire trepidanti l'atteso spareggio.

S'iniziava subito dalla mattina presto facendo colazione con vino e porchetta davanti ai Liceo del Campus Scolastico. Alle 13 il raduno dei 34 pullman bloccava per circa mezz'ora la città, che salutava fiduciosa gli intrepidi gitanti. Il viaggio procedeva tranquillo (un po' lento) senza soste e verso le 17 giungevamo ad Arezzo. Giusto il tempo di correre verso lo stadio che l'arbitro Trefoloni di Siena fischiava l'inizio: un boato si alzava dalla Curva Nord dove eravamo appostati. I giocatori vissini apparivano subito concentratissimi, con l'evidente intento di controllare la gara nei primi 45 minuti di gioco per poi dare il via alla goleada (che purtroppo si è limitata al solo splendido gol di Ortoli).

Nel secondo tempo primi minuti di studio poi Mister Arrigoni dà il via libera a Tacchi, che sostituisce Clara. Questi, cinque minuti dopo, serve benissimo Ortoli che butta la palla in rete. Si temeva cedessero le tribune dall'esplosione di gioia dei tifosi marchigiani. La prematura invasione di campo è stata presto respinta dalle forze dell'ordine; quindi con un occhio alla partita e uno all'orologio siamo tornati sui gradoni per gli ultimi eccitanti minuti. A tempo scaduto ancora Tacchi regalava l'ultima emozione, infilando un bel gol, subito annullato per fuorigioco. Ma la festa era già iniziata e al triplice fischio dell'arbitro il campo veniva invaso dai vincitori, che intonavano numerosi "sfottò" indirizzati agli sconsolati romagnoli. I giocatori venivano spogliati di ogni indumento, perché anche un solo cimelio può valere oro. Da segnalare che ogni giocatore indossava sotto la maglia ufficiale la maglietta dedicata a Christian Zanvettor, il giocatore tragicamente scomparso a inizio stagione, ma che sicuramente dall'alto ha dato il suo contributo per la conquista della serie C/1. Numerosi striscioni erano dedicati a lui ma anche a Filippone, il tifoso per eccellenza, anch'egli scomparso due anni or sono. Molti si sono commossi alla realizzazione di un sogno auspicato per sette anni; persino il presidente Bruscoli che ha già annunciato l'acquisto di cinque giocatori di alto livello in vista del prossimo campionato.

Il viaggio di ritorno è stato una vera e propria parata, con gli automobilisti che ci salutavano, anche loro festanti, alla vista di una simile tifoseria. Alle 23 i pullman hanno fatto l'ingresso in città e abbiamo trovato ad attenderci davanti al "Circolo della Vis" in Via Campo Sportivo numerosi tifosi che avevano seguito la partita per radio. Poi, a mezzanotte e mezza, la squadra è giunta in Piazza del Popolo e da lì si è andati a sfilare in Viale Trieste, per l'ultimo carosello prima del meritato riposo.

Pierpaolo Bellucci

E adesso il nuovo stadio

La festa è finita, dopo gli spareggi dei play-off e la promozione, in C1. Un grazie a tutti e in particolare al presidente Bruscoli, considerando che l'estate scorsa la "Vis Pesaro 1898" era rimasta con sette giocatori dopo la svendita quasi totale del non rimpianto presidente Navarra di Frosinone: che al suo arrivo a Pesaro aveva promesso a noi tifosi mari e monti, ma che poi a fine stagione se n'è andato lasciandoci in un mare di guai. Per fortuna abbiamo trovato, grazie anche all'interessamento dell'allora Vice sindaco Rossi, un grande presidente che ha preso le briglie della Società, coadiuvato dai dirigenti Selci e Signoretti e dallo sponsor Banca delle Marche; acquistando sette-otto giocatori per poter disputare decorosamente il campionato di C2. Già il girone di andata era stato buono, grazie alla scelta dei giocatori effettuata dal Mister Arrigoni e dal direttore sportivo Graziani (ottimi collaboratori del presidente); ma nel girone di ritorno la squadra è cresciuta notevolmente, fino ad arrivare al quarto posto nel campionato e alle esaltanti vittorie nei play-off.

Ora bisogna affrontare i nuovi problemi, sperando che l'Amministrazione comunale riesca a risolverli nel più breve tempo possibile: lo stadio Benelli manca di un'adeguata illuminazione e di una sala-stampa; inoltre i gradoni della Tribuna Prato sono in uno stato pietoso. Se non sarà possibile o conveniente rimettere a posto il "Benelli", sia dia mano subito alla realizzazione di un nuovo stadio, visto che il posto è già stato localizzato.

Alberto Ghiandoni
Presidente onorario Vis Pesaro Club

Dedicato a voi

Approfittiamo per estendere l'ennesimo ringraziamento al presidente e alla squadra per la conquista della promozione in C/1. Ma noi vorremmo dedicare questa vittoria a quei tifosi che per anni si sono sopportati tutto quello che la Vis Pesaro ha prodotto, dal fallimento, ai campionati dilettantistici, a tutto il menefreghismo che le dirigenze scorse hanno creato. A quei tifosi che sfidano la pioggia, il freddo e tanti chilometri pur di vedere l'amata Vis Pesaro scendere in campo; e soprattutto a coloro che ogni estate, senza conoscere le intenzioni societarie e gli eventi di mercato, sottoscrivono l'abbonamento dimostrando amore e passione per la Vis Pesaro.

Grazie a tutti voi.

Luca Azzolini
Direttivo "Vis Boys"

Cami

ULTRAS

I sogni passano per la strada,
i sogni si bagnano di colori,
il bianco e il rosso
brindano con il mio cuore,
è tenera la notte, con la Vis in C/1.
Con gli Ultras in piazza a cantare,
con le bandiere fuori dalle macchine,
con la gioia di una Pesaro
che si riscopre campione.
Brividi lungo tutta la schiena
Mentre sento calde lacrime
che mi colgono impreparato
Mentre il sogno è lì
che mi ha appena trapassato.

 

 


 
 
 
 
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