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L'epopea della scherma pesarese

Luglio 1998

I giovani campioni del maestro Mattioli

Le prime informazioni sulla scherma a Pesaro appaiono sul giornale La Sveglia del 10 gennaio 1892. "Oggi alle 3 la società schermistica pesarese iniziatrice, con altri di Fano, terrà un'accademia di tiro alla spada e alla sciabola nella ex chiesa di S. Filippo. Il trattenimento è diviso in tre parti; ad ogni intervallo si eseguirà scelta musica...". Fu così che i pesaresi incontrarono per la prima volta la scherma; in un tranquillo pomeriggio artistico-sportivo, secondo il gusto dell'epoca, trascorso in una palestra presumibilmente fredda.

Per qualche decennio, tuttavia, la scherma non appare come una specifica specializzazione sportiva, ma come una branca della ginnastica, allora rappresentata dalla gloriosa "Vis Sauro". Comunque già negli anni che precedono la Grande Guerra si ha notizia dei primi veri maestri: Jannucci e Pacini.

Successivamente, sulla scia delle grandi vittorie italiane alle Olimpiadi, la scherma acquista anche a Pesaro una sua distinta fisionomia: già nel 1935 troviamo un agguerrito numero di giovani, sotto la guida del maestro Giuseppe Greco, presso il circolo "23 Marzo" in Largo Mamiani. Fra quei giovani c'era Ciro Renganeschi che fu talmente contagiato dalla passione da legare il suo nome per tutta la vita alle vicende di questo sport. Sono gli anni in cui cominciano ad emergere, nella vita e nella scherma, altri illustri pesaresi come Gastone Panzini, Bruno Alberini e Mario Semprini. Nel 1941, sotto la guida del capitano Bruno Mancinelli, la scherma assume una notevole rilevanza nella vita sportiva cittadina, con oltre cento allievi che incrociano le lame nella sala di Largo Mamiani e poi nel teatrino di S.Terenzio.

Solo dopo la guerra, nel 1946, entra in scena un gentiluomo d'altri tempi: il leggendario maestro Arturo Mattioli. Già istruttore di ginnastica per disabili e invalidi di guerra, maestro d'armi del reggimento di artiglieria di Ferrara, allievo di grandi campioni del passato (come Pessina, Masaniello, Drosi), Mattioli ricostituisce il gruppo disperso dei vecchi schermitori e alleva un nutrito gruppo di giovani che si affermano a livello nazionale nelle tre specialità classiche: il fioretto, la spada e la sciabola. Chi scrive ricorda ancora con commozione la figura di questo maestro che, al centro della pedana, quasi immobilizzato da una forma di artrite alle gambe, ma col braccio d'acciaio, teneva testa all'irruenza dei suoi giovani allievi.

Cominciano a delinearsi i campioni di qualche anno dopo: Mario Germani, che vince il campionato nazionale di fioretto del Centro Sportivo Italiano e si classifica al terzo posto nei campionati mondiali dei giovani; Giuseppe Mancini, che ottiene a Roma il primo posto nel fioretto e nella sciabola in una leva giovanile di oltre mille schermitori e successivamente conquista un'impressionante serie di titoli nelle rappresentative nazionali universitarie; Gianfranco Paolucci che, dopo il trasferimento a Milano all'inizio degli anni '60, otterrà nella spada i risultati più rilevanti, fra i quali una medaglia d'argento alle Olimpiadi di Tokio e una medaglia d'oro alle Universiadi di Parigi, oltre a un titolo nazionale assoluto e sei titoli nazionali a squadre. Inoltre nella sala superiore del Circolo UNUCI (che dalla sua fondazione, il 6 gennaio 1951, ospita l'attività agonistica) si allenano due futuri olimpionici di "Pentathlon moderno": Adriano Facchini e Giulio Giunta. Fra gli schermitori di quegli anni ruggenti dobbiamo comunque ricordare anche Umberto Martinelli, Orfeo Gennari, Giorgio Picareta, Marta Cermatori, Ezio Redeghieri, Carlo Apolloni, Sandro Olivieri, Fausto Genova, Piero e Marcello Marcelli, Giovanni Marcucci, Lucio Bui, Ferruccio Ferrucci (alcuni di questi, ancora bambini), Arnaldo Ninchi, Mario Mancini, Franco Canalini. Si fa vedere brevemente anche Sandro Riminucci, il fuoriclasse della pallacanestro.

Presso la sala di Palazzo Baldassini riprende l'attività sportiva anche il padrone di casa, il marchese Alessandro, insieme a Vincenzo Mazzotta, una colonna del sodalizio per quasi cinquant'anni e tuttora Presidente del Circolo e della sezione provinciale dell'UNUCI. Fra le nuove leve emergono Luigi Fabbrini, Giovanni Rotondi, Silvio Presepi, Alberto Cardinali, Giorgio Girelli, Sergio Gori, Giacomo e Giovanni Peli, Marco Tomassoli. C'è anche un'agguerrita squadra femminile di fioretto, con Maria Diana Paolucci, Marcella Baldassarri, Simona Zalaffi, Raffaella Tedeschi, Pinci Mariotti, Giovanna Grilli. Il maestro Mattioli lascia piangendo la pedana nel 1956, sostituito da colleghi che hanno lasciato una traccia duratura nella storia pesarese di questo sport: prima Pietro La Noce, poi Vincenzo Tarsitano, costantemente affiancati dall'inesauribile Ciro Renganeschi.

Sono passati più di quarant'anni: i giovani campioni di allora si dedicano con passione al giardinaggio o, i più aitanti, alle bocce. Nella vecchia sala di Via Baldassini, intrisa di sudore e di memorie, il maestro Salvatore Limone ha raccolto dal 1974 il "testimone" portando i suoi allievi alla vittoria in 84 campionati regionali e in 2 campionati italiani, conquistati dallo spadista Francesco Furlani. Stanno crescendo, in silenzio, gli schermitori pesaresi del 2000.

Alberto Angelucci


 
 
 
 
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