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Febbraio 2008 / Lettere e Arti
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Segnalazioni editoriali

Il viaggio di ritorno, è il titolo dell'ultimo libro di Gabriele Ghiandoni, pubblicato come strenna 2007 dalla Fondazione CariFano. E' un racconto compatto, molto denso dove in appena 40 pagine viene narrato il ritorno di Oscar a Fano, sua città natale, da dove era fuggito per cercare lavoro, fare fortuna e girare il mondo. Quello di Oscar è anche un percorso mentale perché Ghiandoni, nel raccontare quanto succede nella quotidianità, fa comparire in luoghi diversi Paul Cézanne e Van Gogh, Bunuel, V. Wolf, Joyce...
Oscar decide di fermarsi “definitivamente” a Londra, per lavorare alla city dove riesce a fare fortuna e diventare ricco. Il vero protagonista del libro però è il viaggio, sopratutto quello di ritorno segnato da sentimenti contrastanti, perché Fano è certamente la città della memoria ma anche della delusione che il tempo prepara con le sue mutazioni nello spazio e nell'animo. “Non conosceva più nessuno e nessuno lo riconosceva: Fano era diventata per lui una città desertificata”. Non raccontiamo il finale per lasciare un poco di suspense ai lettori.

Antonio Vitale, professore di Fisica all'Università di Bologna, ha pubblicato il libro “Beppe Occhialini, scienziato europeo”, edito dalla omonima fondazione nel quadro delle celebrazioni per il centenario della nascita del grande scienziato italiano che è considerato uno dei padri della moderna fisica delle particelle elementari. Il libro (con prefazione del presidente della Provincia Palmiro Ucchielli) contiene anche numerose testimonianze di illustri cattedratici, fra i quali il premio Nobel Carlo Rubbia, Carlo Bernardini e Renato Angelo Ricci. “Studiosi di tutto il mondo – scrive Vitale – stanno dedicando uno sforzo ingentissimo, e forse decisivo, al raggiungimento di quello che è il fine ultimo della fisica: unire in una sola concezione l'insieme di tutte le forze fondamentali che si manifestano nella natura, da quelle responsabili del moto dei pianeti a quelle che determinano i fenomeni elettrici e magnetici (…). Le scoperte di cui Giuseppe Occhialini fu protagonista nel 20° secolo rappresentano tappe fondamentali della lunga e difficile marcia verso la conquista di una visione completa e unitaria delle forze fondamentali della natura”.

Il padrone e l'operaio”, ovvero Umberto Cardinali, proprietario della Ifi, oggi 99enne, e Palmiro Ucchielli, che negli anni '70 entra a lavorare in fabbrica, iniziando “dal basso” il suo tenace percorso verso più importanti lidi. E' questo il titolo dell'ironico libro scritto dal presidente della Provincia di Pesaro e Urbino con la giornalista Nicoletta Giorgetti, illustrato da Marco Ferretti ed edito da “Quattroventi” di Urbino. Il libro narra episodi ed aneddoti che vedono protagonisti il giovane Palmiro ed il suo datore di lavoro, due spiccate personalità ben consapevoli dei rispettivi ruoli (erano gli anni dell'autunno caldo), eppure capaci di costruire un rapporto ancora oggi saldo ed improntato al massimo rispetto. Come evidenzia il professor Paolo Giannotti nell'introduzione, “Tutti e due conoscono il labile confine dell'orizzonte entro cui debbono dispiegare la loro iniziativa. Uno per la difesa delle condizioni di esistenza e di lavoro degli operai, l'altro per la riaffermazione del ruolo e delle ragioni ineludibili dell'imprenditoria”. Nel libro c'è anche un contributo del giornalista Luigi Luminati, che traccia il profilo di Umberto Cardinali, prima sulle “strade polverose” del Giro d'Italia, poi nell'officina dell'artigiano, infine nell'ufficio dell'imprenditore, del capitano d'azienda.

“La società sparente” (presentato a Pesaro a fine gennaio) è il primo libro della collana “Autori vittime della penna”, progetto che si prefigge di offrire accoglienza e libertà di espressione agli scrittori e ai giornalisti perseguitati, sottoposti a censura o che si trovano in condizioni di esilio per aver raccontato verità “scomode”. Il progetto “Città rifugio”, nato da un'idea di Stefania Campanelli, fondatrice della casa editrice Neftasia, ha invece l'obiettivo di accogliere gli esuli, promuovendo la loro integrazione giuridica, sociale e politica nel territorio locale. Il libro di Emiliano Morrone e Francesco Saverio Alessio documenta i fatti di cronaca, le indagini e i reati che hanno recentemente coinvolto la Calabria e alcuni suoi esponenti politici. Il volume ricostruisce anche i retroscena dell'inchiesta “Why not” condotta dal Pm Luigi De Magistris.

Il prof. Angelo Turchini dell'università di Bologna, ha presentato a Palazzo Montani Antaldi (piazza Antaldi, 2) il volume n. 24 di “Pesaro città e contà”, rivista della Società pesarese di studi storici, intitolato il fondo diplomatico della Biblioteca Oliveriana di Pesaro 1. La signoria malatestiana (secoli XIII-XV) a cura di Anna Falcioni e Giovanna Patrignani, edizione di Laura Ballante e Giambattista Fania.
Con questo volume la Società pesarese di studi storici offre l'edizione critica di una parte di un importante fondo diplomatico, quello della Biblioteca Oliveriana. Si tratta, nel caso specifico, di sessantasette pergamene, databili tra 1296 e 1453, che consentono di inquadrare e meglio conoscere, su solida base documentaria, la nascita, lo sviluppo e il declino del ramo pesarese della famiglia Malatesti, da Giovanni – detto altresì Gianciotto – che fu più volte podestà di Pesaro fra 1285 e 1304, al fratello Pandolfo, al figlio di questi, Malatesta detto “Guastafamiglia”, ecc. Nel 1355 i Malatesti dovettero sottomettersi formalmente al papato grazie alla decisa azione del cardinal Albornoz, ma in tal modo si videro riconoscere il titolo di vicari in temporalibus con cui avrebbero retto la città adriatica fino al 1445.

Iaia Lorenzoni ha presentato alla Biblioteca San Giovanni di Pesaro il suo nuovo libro, L'altra faccia delle fate (Argalìa editore) con illustrazioni di Enrico Bertuccioli. Nel momento in cui le Winx con le loro facoltà eccezionali stanno affascinando e conquistando i bambini di tutto il mondo, l'autrice coraggiosa vuole “sfatare” un mito, attribuendo alle fate gli stessi tic, i medesimi difetti, le identiche bizzarrie dei più strampalati esseri umani… In compenso dona loro un potere straordinario: la magia inesauribile della parola…

Effetto Benedetto di Paolo Fucili e Leonardo Possati, è una sommaria presentazione del magistero di Benedetto XVI, tramite 40 voci di un “glossario” che spazia da Amore a Papa, da Eucarestia a Musica etc... L'obiettivo della scansione così adottata è “coprire” il più possibile la straordinaria sapienza e ricchezza degli insegnamenti di papa Ratzinger. Alcune sono parole a lui care, nel senso di molto ricorrenti, come Amicizia, Bellezza, Felicità, Libertà, Relativismo, Verità. Su altre ha offerto a voce e per iscritto, fin dai tempi del Ratzinger cardinale, riflessioni di alto spessore intellettuale e teologico, come Europa, Laicità, Ragione, Teologia. Una lunga serie di “voci” riguarda le grandi questioni dell'agenda del pontificato; è il caso ad esempio di Ebraismo, Ecumenismo, Giovani, Islam, Pace. Così come un papa non può non “occuparsi” di Bibbia, Dottrina sociale, Liturgia, Maria, Missione, Sacerdozio, Vocazione. Il tutto è corredato da una cospicua mole di citazioni di sue parole, pronunciate o scritte nelle più svariate circostanze.

Questa è una storia che nessuno vorrebbe mai scrivere. E per questo qualcuno ha dovuto farlo. Si presenta così il romanzo "La stanza dell'orso e dell'ape", edito da Mursia. Si tratta di una testimonianza raccolta dalla giornalista triestina Michela Franco Celani, dalla voce, dagli sguardi, dalle ore passate accanto a una madre, Patrizia Miotto, a cui capita di vivere "la più devastante delle esperienze umane" ovvero quella di sentirsi dire, da un medico che non ha il coraggio di guardarla negli occhi, che sua figlia "ha un tumore maligno grande quanto una testa in sede retroperitoneale". Questa è la storia di una straordinaria bambina che si ritrova ad affrontare la malattia a due anni e 9 mesi: Amy, che con ancora il bambolotto in mano che vivrà due anni avanti e indietro in un centro per la cura di tumori infantili, imparando nel frattempo a leggere e a scrivere. E una mamma di 30 anni che vive la sua primavera a distanza, e che ormai riconosce i giorni, scanditi solo da punture e corse in ospedale, dall'odore. "Ci sono i giorni buoni che profumano di talco, di caffellatte, di baby shampoo, e i giorni cattivi che puzzano di disinfettante, di sudore, di vomito".


 
 
 
 
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