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Febbraio 2006 / Opinioni e Commenti
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La centrale a biomasse di Schieppe di Orciano

La Dea Regione vuole a tutti i costi decidere per noi, abitanti della valle del Metauro, e rifilarci l'inceneritore a biomasse da 80 megawatt termici di Schieppe di Orciano. Come una divinità in carne ed ossa, distante ed iraconda, egotica e superba, pur di favorire questa corporazione privata (con possibili incesti, pardon, innesti pubblici) sta cambiando i comandamenti: tant'è vero che ora il responsabile della seconda fase del procedimento autorizzativo è diventato lo stesso che, ignorando molteplici fattori d'illegalità, ne ha autorizzato l'impatto ambientale in prima battuta, e all'insaputa di tutti noi cittadini. Così potrà ricopiare la sua firma dal foglio precedente.
Cos'altro dovremmo fare? Ditecelo, cittadini pesaresi e fanesi: rassegnarci a respirare diossina e affini per vedere prodotti 20 miseri megawatt elettrici a prezzo della devastazione generale dell'ecosistema, vedere tradite tutte le nostre aspirazioni all'incremento di energie pulite, per fare un favore a Hera (Società emiliana grande sostenitrice dell'incenerimento) e consorte? Nonostante si sia già approfondita l'analisi del progetto e segnalata l'inaccettabilità di fatto di questo eco-mostro (decine di camion all'ora carichi di rifiuti provenienti da altri siti, polveri sottili, diossina, metalli vari, delegittimazione delle risorse di agricoltura biologica e del turismo), la Dea tace. Mentre la truffa del politically correct, consistente nel chiamare “biomassa” tutto, compresi i rifiuti qualsiasi, crolla quando il Comitato denuncia pubblicamente le tare e le pezze del progetto
finto-ecologico.
La sinistra istituzionale si defila dal dibattito, alcuni rilasciano dichiarazioni offensive per il Comitato, altri tentano una mediazione invitando i Comuni a partecipare ad un Tavolo regionale di discussione del progetto privo di qualsiasi valore ai fini della procedura: tavolo giustamente disertato dai Sindaci. Cesare Carnaroli, Ds, accusa il Comitato di soffrire della sindrome “Nimby” (not in my backyard: non nel mio giardino), scordandosi che il Comitato è composto da ambientalisti e cittadini di tutta la vallata. Questo “giardino”, la valle del Metauro, deve essere comunque difeso: ed è un “Giardino dai Finti Confini”. Perché il fatto è questo: a noi, topi di campagna, viene chiesto di pagare il prezzo immediato dello sperpero di energia dei grandi agglomerati urbani e industriali, e non ci si vuol rendere conto che questi fattori inquinanti ricadranno sugli alimenti e sull'acqua potabile di tutta la vallata, coste comprese.
Il presidente della Provincia Ucchielli dice che dobbiamo rassegnarci (sacrificarci?) perché c'è bisogno dell'energia, senza spiegare come mai la Regione non investe più soldi in energie pulite a controllo pubblico. Gli strilloni nazionali cercano anche di spaventarci paventando il black-out, come se noi potessimo scegliere tra “o un tumore ai polmoni o lampadine spente". Ma noi siamo cresciuti, non crediamo più alle guerre per il petrolio (o per il metano) e scegliamo le alternative realmente ecologiche, che ci sono. Peccato che le alternative alle centrali inquinanti, se non hanno con sé un tot di azionisti e qualche decina di amministratori delegati, non interessano i nostri politici. La distanza tra cittadini e istituzioni, tra gente comune e amministratori tutti tesi a realizzare mastodontiche opere, grazie alle quali passare alla storia, è ormai tanta. Costoro non si rendono neanche più conto del valore dei soldi e delle risorse pubbliche, impegnati come sono a concorrere nella privatizzazione di tutto: aria, acqua, energia, salute. Così veniamo gabbati due volte: con lo sperpero di denaro pubblico e con la privatizzazione di beni e servizi che invece dovrebbero essere gestiti sotto il controllo della collettività.
Aveva ragione Gertrude Stein, quando si chiedeva: “Sono soldi i soldi?”, e cioè: quale volete che sia per i politici il valore dei soldi raccolti nelle casse delle Regioni e dello Stato? Sono solo numeri, dei quali disporre a piacimento ignorando il valore che hanno nella realtà per le persone. Vediamo cadere tutto dall'alto: vessazioni, tassazioni, Tav, bombe intelligenti, leggi truffa che foraggiano questo o quello. E dov'è il valore della democrazia? In questi anni è stato aggiunto un aggettivo migliorativo alla parola democrazia: partecipativa. Quella della Regione Marche, e ci dispiace per l'assessore all'ambiente Amagliani, partecipativa proprio non è. Il Comitato di Schieppe, federato con gli altri comitati ambientalisti della vallata, purtroppo lo sta provando sulla propria pelle. Sostenetelo e contattatelo (coordinamentocomitati@virgilio.it), richiedete il programma delle “Giornate in difesa delle nostre valli” che si svolgeranno in marzo e vedranno la presenza di medici, tecnici, esperti di problematiche ambientali da tutt'Italia... con contorno di ottime bruschette all'olio dop: energetiche e ad a impatto ambientale zero.

Francesca Palazzi Arduini

 


 
 
 
 
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