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Il miracolo della radio

Le interviste con Foresta Martin
Il 2001 si è concluso con una serie di solenni celebrazioni per il centenario della prima trasmissione di segnali radio fra l'Europa e l'America, realizzata da Guglielmo Marconi il 12 dicembre 1901. Al di là dell'aspetto puramente rievocativo, sono emersi aspetti scientifici e umani di questa storica impresa che hanno un valore particolare. E si sono delineati pure alcuni possibili sviluppi delle trasmissioni radio nei prossimi anni che esaltano l'immaginazione dei non addetti ai lavori. Di tutto questo parliamo con il giornalista scientifico del Corriere della Sera Franco Foresta Martin che, il giorno del centenario marconiano, ha partecipato a Roma alle celebrazioni organizzate dal Ministero delle Comunicazioni e dalla Fondazione Marconi, alla presenza del Capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi e della figlia di Guglielmo Marconi, principessa Elettra Giovannelli.

Che impressione hai avuto da queste celebrazioni?
“Gli anniversari di grandi imprese, di nascite e morti di illustri personaggi, comportano anche una certa dose di retorica. Devo dire, invece, che sono rimasto colpito e commosso dalla semplicità e dalla spontaneità con cui Elettra ha rievocato, in un'intervista esclusiva che mi ha concesso per il Corriere della Sera, il racconto paterno della prima trasmissione radio transoceanica. Elettra, nata dal matrimonio tra l'inventore della radio e Maria Cristina Bezzi Scali, come molti bambini, chiedeva al papà di raccontarle qualche favola. E Marconi, ormai avanti nell'età, le raccontava la favola della sua disperata impresa di far rimbalzare le onde radio dall'Inghilterra al Canada”.

Perché disperata?
“Perché nessuno scienziato credeva che fosse possibile far percorrere quel tragitto alle onde radio. Esse si comportano come la luce, dicevano i fisici: camminano in linea retta e sono fermate dagli ostacoli. Come pensi di superare l'ostacolo della curvatura terrestre? E Marconi, che era un autodidatta privo di cultura accademica, ma dotato di grande intuizione e immaginazione, pensava: forse sulle grandi distanze le onde radio seguono la curvatura della Terra, possono essere incanalate da qualche fattore naturale ancora sconosciuto. E così è stato”.

Ma torniamo alla favola di Elettra.
“Già, la bella favola della bimba e del coraggioso inventore. Marconi, dunque, contro ogni previsione e consiglio, aveva piazzato un potente trasmettitore a Poldhu, in Inghilterra e lo aveva affidato alla gestione di suoi tecnici di fiducia, mentre lui si era recato presso la stazione ricevente di San Giovanni di Terranova, oggi Canada. La furia invernale gli aveva abbattuto le antenne a più riprese e i finanziatori gli avevano posto una scadenza: entro l'anno o fai la tua dimostrazione o non ci sono più soldi. Sicché, quel 12 dicembre, pur di procedere all'esperimento decisivo, Marconi aveva fatto ricorso ad antenne riceventi tenute in aria da aquiloni, piuttosto che da costosi ma fragili piloni. Era stabilito che da Poldhu fosse trasmesso a ripetizione un semplice segnale Morse, la lettera ‘S', fatta da tre punti in rapida successione. La tarda mattina del 12, mentre stava con l'orecchio incollato all'auricolare, captò, a raffica, la successione dei tre click. ‘Udite voi qualcosa signor Kemp?', chiese al suo assistente e controllore, passandogli l'apparecchio. E Kemp, dopo qualche minuto di ascolto, confermò. L'intuizione dell'inventore aveva avuto la meglio sulla teoria fisica”.

Che cosa prevedono gli esperti sull'evoluzione della radio nei prossimi anni?
“Proprio nella giornata delle celebrazioni marconiane mi ha colpito un intervento di quello che può essere considerato il guru della multimedialità: Nicholas Negroponte, direttore del Mit Media Laboratory. Secondo Negroponte non è fantascientifico prefigurare una società in cui le comunicazioni mobili si estendono anche agli oggetti. Per esempio, squilla il cellulare e sento il flacone delle mie pillole che dice: ‘Guarda che è l'ora di prenderti la pasticca, non dimenticarlo!' Oppure la lavatrice che da casa mi informa: ho finito il programma di lavaggio, devo provvedere io stessa all'asciugatura con l'aria calda, oppure ci pensi tu a stendere la biancheria al sole quando torni? Ecco, questa comunicazione intelligente, fra microchip trasmittenti contenuti negli oggetti e l'uomo, sarà la prossima frontiera delle radiocomunicazioni. Se Marconi ci potesse ascoltarci, ne sarebbe deliziato!”.

Rita Cesaretti Fusco


 
 
 
 
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