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Giovani a settant'anni
La rubrica medica del "nonno del deserto" – L’esercizio fisico

A febbraio compio 70 anni. Dopo esserci arrivato, correndo nel Sahara e alle pendici dell'Everest, sento il dovere di ricordare che la longevità sportiva può migliorare la qualità della vita: cosa sempre più importante con l'avanzare degli anni dal momento che secondo le statistiche viviamo sempre di più (mediamente gli uomini 74 anni, le donne 82 anni) ma non sempre siamo autosufficienti.

Per iniziare dalla mia ultima esperienza, dopo il ritorno dal Tibet mi sono ritrovato energie psicofisiche che pensavo irrimediabilmente indebolite in questi ultimi vent'anni e che invece ancora sono presenti dopo tre mesi dall'impresa himalaiana. Mi riferisco per esempio al sonno, alla memoria, all'acutezza visiva e uditiva, al senso di equilibrio, prontezza di riflessi, resistenza alla fatica fisica e mentale. La causa di tutto questo dipende da variazioni delle condizioni ematologiche dell'acclimatamento avvenuto in quattordici giorni di viaggio salendo per tappe fino a 5.000 - 6.000 metri e correndo per 21 chilometri a 4.500 metri sul livello del mare. Sono andato a fare l'emocromo, appena tornato, e l'ho trovato aumentato di circa 300.000 – 400.000 globuli rossi per millimetro cubo con l'emoglobina aumentata e un ematocrito oltre il 50%. L'ematocrito è il rapporto tra la parte corpuscolata del sangue (globuli rossi, bianchi, ecc.) e la parte liquida: quindi il sangue con più globuli rossi è più denso.

Ossigeno e globuli rossi

La spiegazione di questo improvviso "ringiovanimento" è dovuta a un aumento del numero dei globuli rossi attuato dall'organismo in altitudine per azione dell'eritropoietina (ormone di origine renale). Alle alte quote l'aria è rarefatta, con oltre il 50% di ossigeno in meno, in diretto rapporto con l'abbassamento della pressione atmosferica: senza un graduale acclimatamento si possono correre gravi rischi, anche mortali. Tutti diciamo che andiamo in montagna per ossigenarci: in realtà c'è meno ossigeno e l'organismo deve provvedere a produrre più globuli rossi per non far mancare l'ossigeno ai tessuti. Una ossigenazione maggiore esiste invece quando ritorniamo a quote inferiori, perché abbiamo nel sangue più globuli rossi di quanto ne servono e quindi ritroviamo energie che pensavamo di aver perso.

Ho vissuto la mia esperienza personale sul tetto del mondo (Tibet) con la consapevolezza dei rischi che comportava e che io non consiglio a nessuno, qualunque siano le condizioni di salute; anche se noi atleti siamo stati seguiti e studiati in maniera esemplare da una equipe medica specialistica della Federazione internazionale degli sport in altitudine. Io posso dire, d'accordo con quanto consigliano i vari studiosi in questo campo, che è utile, anche come cura antinvecchiamento, andare in montagna intorno ai 1.000 metri a ispessire il sangue; oppure per i pantofolai, fare molti esercizi respiratori durante la ginnastica in palestra, seguendo sempre le direttive di maestri patentati.

L'arteriosclerosi

Il discorso della scarsa ossigenazione dei tessuti mi porta a parlare dell'arteriosclerosi, che consiste in un indurimento dei vasi sanguigni arteriosi (che portano il sangue ossigenato dei polmoni, dal cuore alla periferia) ; per cui il vaso sanguigno che normalmente è molle e varia di calibro per le sue fibre muscolari elastiche, diventa un tubo rigido e inerte per fenomeni degenerativi che distruggono le strutture. Questo indurimento (sclerosi) disturba la circolazione del sangue perché l'elasticità e la contrattilità delle arterie è un fattore indispensabile per la progressione del sangue e quindi per la nutrizione e l'ossigenazione dei tessuti dei nostri organi. Quando la perfusione sanguigna diminuisce con l'andare degli anni, inevitabilmente si provocano alterazioni che coinvolgono le strutture stesse degli organi interessati. Così si può spiegare perché l'arteriosclerosi si manifesta spesso come una malattia distrettuale, nel senso che predomina in certe regioni del corpo come gli arti, il cuore, il cervello, i reni; mentre le altre zone sono colpite in modo lieve o sono indenni.

Statisticamente è dimostrato che, in varie forme, l'arteriosclerosi colpisce gran parte della popolazione ed è quindi un problema che riguarda tutti ; ma si può efficacemente prevenire e anche curare eliminando i fattori di rischio che sono la causa di tutto.

I fattori di rischio più importanti sono:

  1. Aumento del colesterolo e trigliceridi.
  2. Si consiglia di evitare grassi solidi e usare oli vegetali.

  3. Fumo delle sigarette.
  4. Danneggia più i vasi sanguigni in generale che i polmoni. Produce inoltre nell'organismo una grande quantità di radicali liberi.

  5. Ipertensione arteriosa.
  6. Va sempre controllata e curata: può essere causa di rottura dei vasi sanguigni e di emorragie interne.

  7. Radicali liberi.

Alterano le cellule del nostro organismo e sono causa di invecchiamento. Si curano con antiossidanti, tipo vitamine A-C-E, vegetali freschi e oli vegetali.

L'esercizio fisico (come la corsa a piedi, in bici, ginnastica in palestra) controbatte tutti questi fattori. Va fatto in maniera moderata, ma tutti i giorni; così rinverdirete il mito di Faust dell'eterna giovinezza!

Carlo A. Angelucci


 
 
 
 
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