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Febbraio 1998 / Opinioni e Commenti
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Ritratto di Maurizio Costanzo

Ragazzi, "State bboni"

Maurizio Costanzo è nato già vecchio. Sin da piccolo, infatti, aveva capito quale sarebbe stata la sua strada. Quando gli chiedevano cosa avrebbe voluto fare da grande lui, così paffuto da sembrare fatto col compasso, e con i baffi sporchi di sugo perennemente, rifletteva un attimo e sentenziava: "Vojo fa' quello che dice bboni, state bboni... Nun fate 'a curva sud!". I genitori sgranavano gli occhi chiedendosi perché la Provvidenza avesse voluto punirli dandogli un bambino siffatto, ma si misero l'animo in pace: non c'era verso di fermarlo. Interrogava sotto forma di intervista chiunque gli capitasse a tiro. Se, quando stava male, veniva il medico per visitarlo, sprezzante dell'influenza e dei deliri che la febbre alta può provocare, Maurizio gli chiedeva dove si fosse laureato, se per caso non avesse comprato gli esami, cosa ne pensava della malasanità. Durante le interrogazioni, riusciva sempre a capovolgere la situazione: la maestra veniva cioè sottoposta ad una trafila di domande sul metodo Montessori, su come aveva fatto ad essere assunta, e come intendeva arginare la piaga scolastica dell'epoca: la mela rossa regalata ai docenti dagli studenti in odor di bocciatura. La considerava una vera e propria bustarella. Una inchiesta per il futuro "Costanzo Show".

Un vero incubo, che finì quando Costanzo si diplomò. Dopo diverse collaborazioni a testate giornalistiche e a testi per il cabaret, approda al tanto agognato tubo catodico. Anzi, data la stazza dell'epoca, si può tranquillamente affermare che ci cade, rischiando così di romperlo. Gli calza a pennello la frase: "Ecco uno che buca il video". A metà degli anni '70 arriva a "Bontà Loro". La virtù del titolo non era riferita agli ospiti, ma agli spettatori che avevano la voglia di seguirlo. Conia anche la frase: "Il resto è vita", quando il cameriere del ristorante, stremato dall'abbuffata pantagruelica del nostro, gli presenta il conto pretendendo la mancia. Finalmente è tempo di "Maurizio Costanzo Show". E' come un immenso circo: pieno di nani e ballerine, e Maurizio è il loro capocomico, il domatore: a lui spettano i ruoli più importanti. Addirittura si sostituisce a Romano Prodi e alla triplice: dibattiti, crisi, ribaltoni, colpi di scena si susseguono, neanche fossimo in un libro di Agatha Christie. E' lo specchio fedele di quest'Italia: Alberto Castagna, durante "Uno contro Tutti" si lagna di essere rimasto senza lavoro, e Costanzo, preoccupato che non possa più mettere il pranzo insieme con la cena, appena è nominato direttore di Canale 5 al posto di Sodano, gli fa riavere "Stranamore-notte" (trasmissione dai contenuti fortemente sociali) e tutti gli speciali che doveva condurre Mara Venier. Pippo Baudo ha il suo santino nel portafoglio. Lo stesso vale per la corte degli altri miracolati che è davvero lunga. Anche il conduttore più modesto diventa bravissimo perché lo dice Costanzo. Va in brodo di giuggiole quando alla sua trasmissione partecipa "Baffino di Ferro", di cui lui è la "Balia Baffuta" (Baffino è D'Alema, i soprannomi di Giampaolo Pansa).

Il baffo gli si avvilisce quando a parlare c'è il Cavaliere, però cerca di non darlo troppo a vedere: dopotutto lo stipendio (lauto) lo paga lui. La sua consorte, Maria De Filippi, oltre a farlo dimagrire, lo convince a trasportare "Uomini e Donne" all'interno di "Buona Domenica" (come se non bastasse gli altri giorni) per dare al programma un'aria culturale. Come no: oltre a trattare temi e beghe che farebbero vergognare una portinaia di un condominio, spesso e volentieri c'è anche la famosa opinionista Antonella Elia. "La Zingara", pardon "La Principessa" di Raiuno, altro noto programma culturale, schiuma di rabbia. Ma lui è sempre lì, sempre con la sua pelata, con i suoi baffi sporchi di sugo. Ragazzi, stiamo davvero bboni, sennò ci vien voglia di menarlo.

Nicola Cesarini


 
 
 
 
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