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Visti da vicino: Silvana Sisi


La bocca non mente

Silvana Sisi è certamente nata di domenica. Sente e vede cose che noi non vediamo e non sentiamo. Non si limita a dipingere, deve dipingere. La spinge una forza interiore alla quale deve obbedire, alla quale non ha alcuna possibilità di sottrarsi. “Fermati attimo, sei bello”: questo sembra essere l’essenza artistica di Silvana Sisi ed acutamente il critico Giovanni Faccenda cita Edvard Munch: “Io dipingo non quello che vedo, ma quello che ho visto”. Dipinge dall’età di otto anni e lo fa come se senza dipingere non potesse vivere. La sua è una immersione totale. Le tele escono dal suo studio, scendono le scale, si arrampicano sulle pareti, occupano le sale al piano terra, debordano, sommergono la sua casa e la sua vita. La sua continua evoluzione cromatica e materica (ultime scoperte, il silicone e l’accartocciamento della tela), il suo passaggio dalla figura intera al mezzo busto e poi al volto ed infine a quella che appare la fonte di tutti i desideri: la bocca, sono la dimostrazione più evidente che Silvana segue un percorso necessitato dall’inconscio. Una bocca rossa che accende i sensi, una bocca che freme, una bocca in attesa, una bocca di donna dalla quale si sprigiona sensualità, una sensualità che gli uomini – o meglio molti di essi – hanno perduto e che le donne hanno mantenuto perché è la radice stessa della vita. Forse è per questo che gli uomini sono progressivamente scomparsi dalle sue opere e paradossalmente, di zumata in zumata, anche la figura femminile intera. Figura svanita in una progressione feticistica. Resta una parte per il tutto. Il contesto passa in secondo piano o letteralmente viene annullato. Resta la bocca. Bocca carnosa, profumata, invitante, allusiva, scandalosamente rossa. Non so se Sisi abbia mai letto la frase di John Galsworthy : “Gli occhi ti dicono quello che uno è, la bocca quello che è diventato”. Ma certamente ne ha intuito la profonda verità.
La bocca non mente mai. Gli anni che passano ed i casi della vita lasciano sulla bocca segni inequivocabili. Proprio per questo ci preoccupa il fatto che le bocche delle sue donne non sorridono mai. Come se piacere e gioia non esistessero. Come in un vecchio film fantascientifico di Jean Luc Godard in cui era vietato provare sentimenti. Sisi ha forse intuito il futuro che ci attende? Crediamo proprio di sì, anche se speriamo proprio di no. La vita ci ha però insegnato che gli artisti intuiscono prima degli altri quello che sta per accadere e ci mandano criptici messaggi che comprendiamo sempre troppo tardi. Un fatto è comunque certo: l’opera di Silvana Sisi si distingue per assoluta originalità nell’amplissimo panorama della pittura contemporanea. Come è certo che il suo è un messaggio d’amore perché come ha scritto Henry Miller: “Dipingere è amare ancora”. E noi lo associamo al fatto che Silvana, “con vibrante suggestione ed ardente passione”, dipinge ogni giorno come se fosse l’ultimo della sua vita e con il suo bel volto, cromaticamente acceso, ci saluta ogni volta, sorridendo dalla porta della sua casa-studio indicando misteriosamente le figure indistinte, colte accanto ad umanissime biciclette che si materializzano sdoppiandosi in ombre corporee nelle sue ultime suggestive opere.

Alberto Berardi


 
 
 
 
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