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Aprile 2007 / Salute
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Ma le gambe!

“Il petto o la coscia?” intitolava un film comico di qualche anno fa, alludendo ovviamente non al pollo, ma alla “femmina” della specie Homo sapiens. Se gli uomini si dividono in tre gruppi: gli amanti del seno prosperoso, quelli che amano il posteriore femminile e quelli che, bontà loro, amano tutt'e due, è pur vero che anche le gambe (una volta le sole esposte timidamente allo sguardo concupiscente del maschio, e mai sopra al ginocchio) sono un “optional” imprescindibile nella carrozzeria femminile. Le gambe costituiscono, infatti, un inequivocabile e forte “richiamo sessuale” indiretto, attirando da sempre l'attenzione dell'uomo il quale, oltre che sull'incedere sinuoso, sposta inevitabilmente lo sguardo dalle gambe a tutto quello che sta sopra. Ma la bellezza delle gambe non è disgiunta dalla salute delle gambe, perché le gambe malate sono anche brutte da vedersi. Se le grosse dilatazioni delle vene superficiali, o “varici”, costituiscono una vera e propria malattia, con sofferenze progressive e alterazioni anatomiche ed estetiche gravi, anche un comune disturbo delle gambe femminili, le “teleangectasie”, comunemente chiamate “capillari” (anche se sono in realtà piccole vene superficiali, ma ben più grandi di un capillare), danneggia la bellezza della gamba e provoca disturbi come dolore e pesantezza, specialmente in chi sta a lungo in piedi. Non rimane che curarle prima dell'estate, perché con il caldo peggiorano e il trattamento, che è semplice e poco costoso, è meglio farlo in inverno o primavera. Se eseguito correttamente, i tanto odiati capillari se ne vanno, almeno per molti anni.
Le “teleangectasie” traspaiono sotto l'epidermide in una rete rosso-bluastra o in un aspetto stellato. Spesse volte sono molto numerose, per tendenza ereditaria, e si associano a cellulite e a varici venose più o meno marcate. La carnagione chiara e la pelle sottile sono più colpite dal fenomeno, soprattutto a carico delle gambe: dalle cosce, al ginocchio, alle caviglie. Il fenomeno non costituisce da solo una malattia; solo se è associata un'insufficienza venosa le gambe soffriranno di pesantezza e di calore, nei mesi estivi in particolare. Le “teleangectasie” si possono eliminare agevolmente con tre tipi di trattamenti:
1. Iniezioni sclerosanti. Con un aghino sottilissimo si infilano le piccole vene e, senza romperle (e qui sta l'abilità dell'operatore), si inietta una goccia di un liquido che provoca una microscopica flebite chimica che le chiude. Nel giro di qualche settimana, passata la leggera infiammazione iniziale, i macrofagi, le cellule spazzine del derma, eliminano i residui della venula così che la pelle torna del tutto normale. La compressione con calza elastica successiva all'iniezione è indispensabile per ottimizzare il risultato. Eccezionalmente, nei trattamenti impropri e nelle pelli molto delicate, possono residuare macchioline scure o piccole ulcerazioni che guariscono lentamente.
2. Diatermocoaugulazione. Con una corrente diatermica ad alta frequenza, applicata con un ago sottile, si coagula il “capillare” lungo tutto il suo decorso con microustioni successive; il trattamento è indicato nella couperose e nelle teleangectasie molto sottili, difficili da infilare con l'ago. Le crosticine che si producono ad ogni trattamento scompaiono in due settimane circa.
3. Laser o Fototermolisi selettiva. Vari laser hanno una predilezione per il colore rosso e concentrano la loro energia termica su angiomi e su capillari provocando la coagulazione del sangue ivi contenuto e la distruzione del vaso senza danni per la pelle circostante. Essendo i laser apparecchi molto costosi il trattamento, pur essendo semplice, è piuttosto costoso.
La cura dei “capillari” può essere completata, per migliorare in generale l'estetica delle gambe, con alcuni trattamenti estetici da fare presso un'estetista, come la “pressoterapia” o il “linfodrenaggio manuale” che eliminano le scorie dai tessuti attorno alle vene sofferenti.
Vari “medicinali” ad azione venotropa (farmaci venoprotettori), quasi tutti estratti da piante, sono in vendita sia in farmacia, sia in erboristeria. Essi aumentano il tono della parete muscolare venosa, migliorano il microcircolo, favoriscono lo scarico linfatico. I più noti sono ricavati dal mirtillo, dall'uva, dalla castagna selvatica (ippocastano), dalla Centella asiatica.

Luciano Baffioni Venturi

 


 
 
 
 
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