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Aprile 2007 / Lettere e Arti
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I 10 anni della Pescheria

Il marchio del Centro Arti visive Pescheria, disegnato da Massimo Dolcini nel 1996.

Il Centro Arti Visive Pescheria nasceva dieci anni fa come una sfida culturale fondata su una idea del professor Loreno Sguanci, diventato primo direttore artistico, e del sindaco Oriano Giovanelli. Da allora la città di Pesaro è entrata nel dibattito culturale e artistico, conquistandosi un posto di tutto rispetto. Tasselli fondamentali di questa storia decennale sono stati i progetti espositivi dedicati a grandi artisti contemporanei come Eliseo Mattiacci, Mauro Staccioli, Luigi Mainolfi, Giuseppe Maraniello, Enzo Cucchi e tanti altri che hanno arricchito di nuove energie il tessuto culturale della città. La vocazione principale dell'Istituzione “Pescheria” è stata, ed è, quella di promuovere l'arte contemporanea riconoscendole un ruolo essenziale per la comprensione e l'espressione dello spirito del tempo. E' per questa sua vocazione che la Pescheria ha ospitato di volta in volta anche mostre dedicate alle giovani promesse nel campo delle arti e del design, rivolgendo così l'attenzione ad un mondo di creatività caratterizzato da poetiche forti, linguaggi attualissimi e tecniche sperimentali addentrandosi doverosamente nella selva di un'arte giovane. Le energie profuse in questi dieci anni da coloro che hanno lavorato ai progetti della Pescheria rappresentano la struttura di sostegno di un primo bilancio positivo che ha tra l'altro messo in rilievo che l'arte contemporanea può rappresentare una eccellenza per questo Comune e direi per il bacino dell'Adriatico visto che la Pescheria risulta essere un importante polo museale dedicato all'Arte Contemporanea lungo il Mare Adriatico. Crediamo che la progettualità di alto livello che caratterizza la programmazione della Pescheria possa apportare una crescita anche in altri campi come le scuole che si muovono nei settori artistici e professionali, oppure il design, l'industria, il turismo, ossia in tutti quei settori nei quali l'identità pesarese e la qualità delle produzioni si possa esportare e promuovere. Un crescere che non è stato solo in senso culturale ma anche degli spazi, dato che recentemente si è inaugurato il recupero dell'attigua Chiesa del Suffragio che d'ora in poi potrà ospitare mostre. Forti dei risultati conseguiti in campo culturale in questi primi dieci anni, confermati anche nel presente con la grande mostra dedicata quest'anno allo scultore Tony Cragg e curata dall'attuale direttore artistico professor Ludovico Pratesi, auspichiamo per il futuro di proseguire in questa affascinante sfida. Lo faremo con l'entusiasmo che caratterizza chi sostiene progetti in cui crede fermamente, con la volontà di qualificare sempre più Pesaro come città di storia e contemporaneità, con l'intenzione di identificare questa Istituzione comunale come luogo della cultura visiva contemporanea a disposizione di chiunque voglia confrontarsi con l'esperienza dell'arte dei giorni nostri.

Luca Ceriscioli
Sindaco di Pesaro


I nuovi linguaggi

La Pescheria è stata lungo il corso del tempo un luogo simbolico della città di mare,di quella povera e laboriosa, così come un Teatro lo è della cultura o una cattedrale dello spirito trascendente. Da li nel XIX secolo si originarono le rivolte degli sfruttati e degli affamati contro gli aumenti dei dazi sugli alimenti di prima necessità. Il loggiato offriva mercato al frutto del lavoro duro e pericoloso che sosteneva una economia troppo fragile fondata sul mare. La Pescheria è stata per più di un secolo il luogo simbolico di una città che non esiste più,il luogo dove come in ogni mercato si coglie il polso della città,dove si diffondono intensamente gli odori più forti del lavoro dove per prime si creano e si diffondono le notizie. Quel luogo oggi ospita un Centro per l'Arte Contemporanea che una lettura affrettata definisce per pochi iniziati e per soli intellettuali. Un luogo quindi violentato nella sua identità se la definizione precedente fosse reale. In questi dieci anni invece la Pescheria ha continuato ad essere provocatoria,a registrare le voci critiche della società che non è più racchiusa tra le mura di cinta. Abbiamo continuato a sentire gli odori forti del lavoro e della materia,le grida colorate e le notizie che si formavano e si trasformavano di bocca in bocca. Abbiamo provato a raccontare un mondo che cambia,a immaginare nuove tensioni e nuove forme,a ipotizzare un nuovo carattere per l'arte futura. Il sorgere del sole al porto raccontato da Eliseo Mattiacci o l'idea di una geometria madre della natura di Mauro Staccioli sono segni di discussione che dalla Pescheria si sono diffusi per la città,così come nei secoli scorsi il seme della rivolta da quel luogo si originava per rivendicare una maggiore dignità per l'uomo. Quel luogo svolge ancora la funzione provocatrice,è ancora segno di una umanità laboriosa e creativa ed è ancora luogo di linguaggi diversi che si capiscono. E' segno di contraddizione per chi con questo termine non vuol accettare il cambiamento,per me è sempre di più luogo che comunica la trasformazione che la città sta vivendo. Viaggio stupendo per chi vuol navigare nel mare aperto.

Luca Bartolucci
Assessore alla Cultura

 


 
 
 
 
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