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Aprile 2002 / Opinioni e Commenti
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Odio gli Stati Uniti
Un altro punto di vista sull’11 settembre
Con le due bombe atomiche gettate a guerra vinta in Giappone è iniziata la più lunga dittatura USA sul pianeta Terra. Questo Paese galleggia sul sangue di venti milioni di indiani uccisi. Questo Paese deve buona parte delle sue ricchezze al commercio di quindici milioni di negri schiavi nel 1800 e successivamente con le colonie e poi ancora imponendo con la forza commerci tutti a suo favore. L'11 settembre al mattino, quando mi sono alzato, pensavo: “Oggi ricorre l'anniversario del colpo di stato in Cile organizzato dalla CIA per abbattere un governo democraticamente eletto”, ricordavo il fumo del Palazzo della Moneda con dentro il presidente Allende.
Gli USA sostennero e sostengono i più grandi dittatori nel secolo passato. Da una parte vennero a combattere il nazismo perché costretti, dall'altra sostenevano governi fascisti: già durante la guerra in Europa sostenevano il governo franchista in Spagna, il governo fascista in Portogallo, in America Latina sostenevano già da allora i Somoza e i Batista. Negli ultimi cinquant'anni le loro bandiere si sono intrise di sangue, ben oltre quelle sovietiche: basta solo ricordare due o tre delle decine di dittatori che hanno sostenuto per andare oltre i morti che hanno provocato i sovietici: Marcos nelle Filippine, Suartho in Indonesia, Guerra del Vietnam.
Gli USA parlano sempre di Paesi “canaglia”; io riconosco un solo Paese canaglia e ho gioito quando questo Paese è stato colpito al cuore, col rammarico che il quarto aereo non abbia raggiunto l'obiettivo. Gli USA prima creano i mostri e poi li vogliono distruggere. Per lungo tempo hanno sostenuto il regime corrotto dello Scià di Persia: da questo è nato il regime di Khomeini. Poi, per abbattere questo regime, per nove anni hanno sostenuto Saddam nella guerra Iran-Iraq. I Talebani sono stati portati al potere dalle armi USA e dal loro antico amico di un tempo Bin Laden. Il governo talebano, guarda caso, era stato riconosciuto da tre Paesi, tutti amici stretti degli USA: il Pakistan, governo eletto con un colpo di Stato; un altro Stato degli Emirati; Arabia Saudita, Paese dove è vietata qualsiasi tipo di religione all'infuori dell'Islam, non vi è nessuna competizione elettorale, le donne non hanno alcun diritto (solo da qualche mese hanno acquistato il diritto ad avere un documento). I governanti USA, la moglie del presidente e il popolo americano si sono accorti che in Afghanistan avevano messo al governo dei dittatori solo dopo che gli avevano abbattuto due grattacieli. Speriamo che qualche saudita faccia cadere altri due grattacieli, così si accorgeranno che in quel Paese non c'è nessuna forma di democrazia.
Continuamente in questi giorni gli USA parlano di attaccare Saddam, ma con l'embargo, per 10 anni, non hanno fatto che sostenere il dittatore: l'embargo non fa morire gli amici del dittatore ma i più poveri. Per Saddam l'embargo è uno scudo; per gli USA sempre un motivo per tenere le mani sul petrolio. La Nato, ma soprattutto l'Europa, cosa dice della Turchia dove non esiste democrazia e le minoranze sono massacrate: vedi i kurdi. Due pesi e due misure: Kosovo – Jugoslavia, Kurdistan – Turchia. Sono miopi quelli che si ostinano a chiamarla la più grande democrazia; gli USA, ripeto, sono solo dei prepotenti: vogliono imporre solo le loro leggi e fanno affari anche con il Diavolo, commerciano con la Cina, con il Vietnam ma nello stesso tempo fanno l'embargo a Cuba. Chissà se nessuno si è mai posto la domanda in questi giorni che Guantanamo non è negli USA ma è un lembo di terre che essi occupano dall'800 in un altro Paese. La guerra è finita nel 1945, il muro di Berlino è caduto nel 1989, il Patto di Varsavia si è sciolto; quando finirà l'occupazione USA in Europa, quando l'Italia sarà liberata? Fino a quando ci saranno tredici basi Nato nel nostro territorio noi saremmo un Paese occupato.
Infine quando l'Europa decide di giocare la partita in Medio Oriente gli USA non possono fare l'arbitro e giocare con Israele contro i palestinesi: l'arbitro deve essere neutrale.

Giovanni Del Monte


 
 
 
 
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