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Aprile 2002 / Lettere e Arti
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Errori di stampa
Pensieri in libertà
Dice il proverbio che a tutti è consentito sbagliare: sbaglia anche il prete sull'altare che pure dice una messa al giorno. Ma quando sbaglia un giornalista o un cronista televisivo, che non è ascoltato solo dalla ristretta platea di fedeli durante l'omelia, l'errore si amplifica. E stupisce. Ci si chiede come mai possa accadere. Personalmente mi piace annotare certi errori e mi chiedo di quale genere di cultura questi personaggi pubblici siano in possesso. Che magari si scandalizzano quando l'errore lo commette un altro.
Ricordate quando il senatore Bossi durante una manifestazione attribuì il “Va' pensiero sull'ali dorate” a “I Lombardi alla prima crociata”? I giornali e le cronache televisive sguazzarono nel contestare l'attribuzione. Eppure qualcuno, culturalmente più autorevole di lui, lo aveva preceduto. Nientemeno che uno dei maggiori giornalisti italiani: Indro Montanelli! Nel volume di storia sul Risorgimento Italiano, scrive a pagina 161: “Alla Scala il pubblico balzava in piedi e accompagnava a gran voce, fra sventolio di fazzoletti e deliranti battimani, il coro de “I Lombardi alla prima crociata” di Verdi: Va' pensiero sull'ali dorate…”. Sì, d'accordo, poi Montanelli nel capitolo dedicato a Verdi si corregge, ma se Bossi avesse letto soltanto fino a quella pagina lì?

La matematica è un'opinione?
Sicuramente i giornalisti si sono formati una cultura di carattere letterario. Ma, in quanto a matematica, lasciano piuttosto a desiderare. Ascoltate questa, colta durante la trasmissione Il baco del millennio, in onda sul primo canale della radio. Il tema era il disagio infantile. Il conduttore ha affermato che di quel disagio in Italia soffre un bambino su cinque, mentre (udite udite) negli USA si parla “addirittura” del venti per cento! Boh!
Ma l'errore più marchiano fu diffuso nel telegiornale di RAI 3 dopo l'alluvione di Sarno. Il giornalista ha spiegato che il disastro era dovuto alla caduta di 90 millimetri di pioggia nelle 24 ore. E fin qui sarebbe stato tutto esatto se, nella fregola di scendere in particolari, non avesse esagerato in dettagli, aggiungendo che i 90 millimetri “cubi” erano caduti per ogni “metro quadrato” di terreno. Pioggia che, in quella misura, provocherebbe una gravissima siccità.

L'indagine conoscitiva
Una cosa che non digerisco è quando i giornalisti parlano di indagine “conoscitiva”. Avete mai sentito parlare di un'indagine che si svolga per “non” conoscere? In Italia può anche accadere che il risultato poi venga insabbiato, cancellato, distrutto. Ma l'indagine è sempre fatta per conoscere, per sapere. Una mattina su Radio Uno, nella rubrica “Tutti delatori”, un ascoltatore rilevò quest'errore. Il giornalista che risponde nella rubrica, con difesa a parer mio corporativa, lo giustificò adducendo la necessità di distinguere le indagini giudiziarie da tutte le altre. Mi chiedo: non sarebbe stato più logico aggettivare quella, piuttosto che tutte le altre?

Il traffico
Tempo fa, nella cronaca locale del Carlino si leggeva che una certa commissione “discuterà del traffico attorno al tavolo”. Fa bene: chissà che non intervenga anche verso mio nipote che ogni tanto lascia le sedie in mezzo, facendomi correre il rischio di inciampare!
Nello stesso giornale un articolo sulla Villa Laurina di Fano (l'ospitale villa che anche tutti i pesaresi ultracinquantenni ricordano) tira in ballo il Macchiavelli con due “c”. Forse sarebbe il caso di mandarlo a smacchiare, sia per la morale, sia per quella “c” in più!
TG 5. La notizia: la temperatura si sta abbassando. Domani il barometro segnerà 4 o 5 gradi in meno. Che il termometro sia sceso in sciopero? Coi tempi e con gli scioperi che corrono, non si sa mai!

Valentino Rocchi


 
 
 
 
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