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Memorie di pugili pesaresi

Aprile 2000

Nella palestra di pugilato del Palazzetto dello Sport di Viale dei Partigiani ho incontrato Lauro Mattioli, nato a Pesaro il 5 dicembre 1921, 60 anni trascorsi sul ring, ex pugile dilettante, campione regionale dei pesi "gallo" e una settantina di incontri disputati. Successivamente maestro federale e allenatore della Società Sportiva Amici del Pugilato "Otello Vitarelli", ha lavorato alle dipendenze della "Gioventù Italiana" (sino al 1963) e poi della Regione Marche sino al 1986 (anno del pensionamento) come custode del Palazzetto delle Sport e della piscina entrata in funzione nel 1950, i cui lavori iniziarono alla presenza dell'allora presidente del CONI Bruno Zauli. La fotografia lo ritrae giovanissimo, appena diciannovenne, nel 1940 ed oggi all'alba del terzo millennio, 80 anni portati magnificamente, Lauro Mattioli rappresenta la memoria storica della boxe pesarese: a questa autentica miniera di ricordi rivolgo alcune domande su di uno sport spesso discusso ma affascinante.

Che cos'è per lei la boxe?

La boxe dà soddisfazione personale e ti aiuta a crescere come uomo.

Il 1947 è l'anno di fondazione della Società Sportiva Amici del Pugilato sponsorizzata nel tempo da Moto Benelli, IDM e Berloni: come mai la Puglia ha fornito tanti pugili alla boxe pesarese?

L'allenatore di Bruno Melissano mi telefona un giorno dicendomi che non poteva gestire il suo pugile, "Guarda quello che puoi fare, te lo mando su". Poi Melissano, come nella pubblicità porta a porta, mi parla di altri pugili interessanti; e siccome l'appetito vien mangiando, andai in Puglia a prendere i restanti pugili: in tutto ne ho portati su 15 dei quali solo 4-5 non sono emersi, vuoi per ragioni di lavoro e di sfortuna.

Damiano Lassandro e Luigi Minchillo sono stati i beniamini del Palazzetto dello Sport tra gli anni '70 e '80: cosa ricorda di loro?

Damiano Lassandro è stato Campione d'Italia e "quasi" Campione d'Europa dei pesi "superwelter". Nell'incontro che lo vide opposto allo jugoslavo Marian Benes (il 13 dicembre 1980) dopo nove riprese avevamo due punti di vantaggio. Il resto del match non offrì particolari situazioni di vantaggio ad entrambi i pugili: ciò nonostante i giudici valutarono l'incontro pari e il campione conservò il titolo. Ancora oggi, riguardando la registrazione in videocassetta, Lassandro prova rabbia perché è più che mai convinto di avere subito un'ingiustizia sportiva.

Luigi Minchillo, gran combattente, è stato Campione d'Italia e d'Europa dei pesi "superwelter" e ha incontrato pugili di valore mondiale come Roberto Duran, Maurice Hope e Tommy Hearns. Luigi è stato un autentico guerriero del ring, un pugile dal grande coraggio.

A Pesaro nel vecchio Palazzetto si sono disputati due Campionati del mondo: il 21 dicembre 1985, Kacar-Gregory, pesi "mediomassimi" versione IBF; e il 5 marzo 1988, Kalambay-McCallum, mondiale pesi "medi" versione WBA.

Slobodan Kacar, il nostro pugile slavo campione olimpico a Mosca nel 1980 dopo una lunga carriera dilettantistica (245 incontri), ha ottenuto il massimo alloro professionistico in un match non particolarmente esaltante, comunque "duro". Esaltante in ogni caso è stato inserire nella colonia della boxe pesarese un campione del mondo, sia pure con l'inflazione delle sigle internazionali presenti nel mondo d'oggi.

Per quello che riguarda lo zairese naturalizzato italiano Patrizio Kalambay, detto il professore, occorre ricordare che il 5 marzo 1988 fece al Palazzetto il match della vita contro un pugile di valore assoluto, dalla classe cristallina e soprattutto dotato di un pugno che poteva risolvere l'incontro in qualsiasi momento. A quel tempo McCallum era considerato in una valutazione complessiva tra i quattro-cinque pugili più forti del mondo; basta rileggere gli articoli sulla Gazzetta dello Sport di un esperto come Rino Tommasi. Quindi la vittoria di Kalambay ha assunto un particolare valore.

Gentiletti-Fortilli, Campionato d'Italia pesi "medi", Palazzetto dello Sport, 29 ottobre 1960, 5 mila spettatori nonostante la diretta televisiva. Come mai tanto entusiasmo?

La boxe allora era all'apice, oggi ci sono altri sport come la pallacanestro, la pallavolo; ma soprattutto una volta c'erano i personaggi e "Geppo" Gentiletti era un personaggio. Pugili come Melissano, ragazzo del sud e gran combattente e Linzalone detto "l'amico del cassiere", riempivano il Palazzetto per la loro capacità di attirare la gente. Certo si trattava di altri tempi: per esempio durante i Campionati italiani dilettanti (1963) la gente mi chiedeva alle nove del mattino quando avrebbe aperto la biglietteria. Altri tempi anche per quello che riguarda la passione, la dedizione, l'entusiasmo profuso dal compianto Giorgio Belligotti. Sul suo tavolo di lavoro c'erano documenti di pugilato ma scarseggiavano quelli sulle cucine.

Un giudizio su Juan Gimenez.

Un pugile di gran classe. Purtroppo ha avuto la chance mondiale a 33 anni quando era un atleta ormai logoro, preoccupato dai pensieri della famiglia e del lavoro; e quando combatti per il mondiale non devi avere tanti pensieri per la testa che non siano quelli di salire sul ring e "fare" il match.

Pesaro, 14 novembre 1963, Campionato d'Italia pesi "gallo", Linzalone-Carbi: come andò quel match?

Prima di tutto un caro saluto a Carbi che ho rivisto a Trieste recentemente. Per quello che riguarda l'incontro, ricordo che il nostro Linzalone fece fatica a fare il peso, fu un match "duro" anche se nello sport, e soprattutto nella boxe, non esistono prove facili.

Massimo Magi

 

 

 

 


 
 
 
 
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